VITA DELL'ORATORE ISOCRATE
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Ellenisti
INIZIO: Ἰσοκράτης Θεοδώρου μὲν ἦν παῖς τοῦ Ἐρχιέως τῶν μετρίων πολιτῶν, ...
FINE: Ἐτελεύτα δ' ἐπì Χαιρώνδου ἄρχοντος, τά περì Χαιπώνειαν
πυθόμενος, ἐξαγαγὼν αὑτòν τοῦ βίου διὰ τοῦ σιτίων ἀποσχέσθαι.
TRADUZIONE

Fra i cittadini di media condizione Isocrate era figlio di Teodoro ei Erchia, che aveva come servitori dei fabbricanti di auli e si era arricchito mediante questi, a tal punto da allestire il coro e da istruire i figli. Essendo fanciullo non fu educato meno di nessuno degli Ateniesiascoltò Prodico di Ceo e Giorgia di Leontini. Di lui sono tramandate sessanta opere, delle quali sono vere venticinque secondo Dionigi e ventotto secondo Cecilio, mentre le rimanenti sono false. Si addolorò anche non poco per la morte di Socrate. Chiedendogli qualcuno che cosa fosse la retorica, disse "Rendere grandi le cose piccole e piccole le cose grandi". Morì al tempo dell' arconte Cheronda, essendo stato informato cui fatti di Cheronea, allontanandosi dalla vita mediante il tenersi lontano dal cibo.