LE OCHE DEL CAMPIDOGLIO
VERSIONE DI GRECO
di Plutarco TRADUZIONE dal libro Greco terza edizione
Περί μεαας νύκτας κτφάντες άμα πολλοί της πέτρας, ... οπίσω κατα της πετρας

Qui trovi la versione stesso titolo DIVERSA presa da hellenikon phronema

Nel mezzo della notte, andando in molti insieme verso la rupe, in silenzio salirono verso l'alto; infatti non se ne accorse né un uomo né un cane. Ma c'erano le oche sacre nei pressi del tempio di Era, nutrite di solito con abbondanza; ma allora, bastando il cibo ormai a mala pena e a fatica a loro, se la passavano male, essendo trascurate. Dunque l'animale è per natura sia acuto nell'udito sia timoroso dei rumori; quelle subito percepirono l'entrata dei Galli e, lanciandosi contro di loro, di corsa e con rumore, svegliarono tutti quanti. Dunque avendo ciascuno preso con celerità l'arma nella quale si imbatteva, i Romani accorsero in aiuto secondo la possibilità del presente. Per primo tra tutti Manlio, uomo di rango consolare, robusto di membra e illustre per la saggezza dell'animo, avendo affrontato due tra i nemici insieme, uno lo uccise trafiggendolo, mentre l'altro, avendogli colpito il volto con un grosso scudo, lo spinse indietro giù dal roccione.