Gymnasmata, pagina 198, numero 16
Σπουδη ουν βαδιζοντες εφισταμεθα πρεσβυτη και νεανισκω μαλα προθυμως πρασιν τινα εργαζομενοις και υδωρ απο της πηγης επ'αυτην διοχετευουσιν· ... και ακροδρυα και ιχθυς, ετι δε και οινον εγχεας.
Procedendo quindi di fretta ci avvicinavamo ad un vecchio e un giovanetto che lavoravano con molto zelo un’aiuola ed incanalavano l’acqua dalla sorgente sopra la stessa; compiaciuti dunque ed insieme spaventati ci fermammo: e quelli accadendo la stessa cosa a noi, rimasero senza parole; col tempo il vecchio disse: “Chi siete dunque voi, o forestieri? Forse demoni marini o uomini sfortunati uguali a noi? E infatti noi essendo uomini e cresciuti sulla terra, ora siamo marini e nuotiamo insieme a questa bestia che ci contiene”. A queste parole io risposi: “ anche noi siamo uomini nuovi venuti, o padre, inghiottitti poco fa con la stessa nave, ci siamo inoltrati ora volendo osservarla nella selva come è: grande infatti e alquanto selvaggia sembrava. Un demone ci guidò per farci vedere te: ma esponi a noi la tua stessa sorte, chi sei e come entrasti qui”. Egli disse di non chidere prima né inter-rogare da parte nostra finchè non li rendesse partecipi dei beni ospitali disponibili e, avendoci presi ci portò a casa, avendoci offerto ortaggi e anche frutti e pesci, inoltre anche avendo versato del vino.