Τοις Αργοναυτις τα περι του πλου μανθανειν βουλομενοις Φινευς ο μαντις ελεγε... κατα την ηιονα υπο καματου επιπτε. (da Apollodoro)
Agli Argonauti che volevano conoscere la rotta di navigazione l'indovino Fileo diceva: "Io vi dò le informazioni (τά = le cose) sulla rotta se mi liberate dalle arpie: esse non mi permettono di mangiare; quando imbandisco la mensa, le arpie vengono giù in volo e si prendono la maggior parte del cibo, ne lasciano poco intriso di putrido odore". Gli Argonauti promettono (ὑπισχνέομαι) di aiutare Fineo e mettevano in tavola delle vivande (ἔδεσμα - ατος); con un urlo le arpie immediatamente si precipitavano e portavano via il cibo. Vedendole, i figli di Borea Zete e Calaide, che erano alati, le inseguivano nell'aria (ἀήρ - ἀέρος). Era oracolo che le arpie morissero per mano dei figli di Borea, che i figli di Borea morissero se non uccidevano le Arpie. Nell'inseguimento una (ἡ) delle arpie cadde nel fiume Tigri che da allora da lei prende il nome di Arpio; l'altra fuggendo verso il Proponto giunse fino alle isole Echinadi che da allora prendono da lei il nome di Strofadi: essa infatti si rigirava quando andava su queste e giuntavi cadeva sulla spiaggia (ἠιών -όνος) per la stanchezza.