Socrate non ha fatto o detto nulla di empio
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro neai krepides 2
Eκεῖνός γε ἀεὶ μὲν ἦν ἐν τῷ φανερῷ· πρῴ τε γὰρ εἰς τοὺς περιπάτους καὶ τὰ γυμνάσια ᾔει καὶ πληθούσης ἀγορᾶς ἐκεῖ φανερὸς ἦν, καὶ τὸ λοιπὸν ἀεὶ τῆς ἡμέρας ἦν ὅπου πλείστοις μέλλοι συνέσεσθαι· καὶ ἔλεγε μὲν ὡς τὸ πολύ, τοῖς δὲ βουλομένοις ἐξῆν ἀκούειν. οὐδεὶς δὲ πώποτε Σωκράτους οὐδὲν ἀσεβὲς οὐδὲ ἀνόσιον οὔτε πράττοντος εἶδεν οὔτε λέγοντος ἤκουσεν. οὐδὲ γὰρ περὶ τῆς τῶν πάντων φύσεως, ᾗπερ τῶν ἄλλων οἱ πλεῖστοι, διελέγετο σκοπῶν ὅπως ὁ καλούμενος ὑπὸ τῶν σοφιστῶν κόσμος ἔχει καὶ τίσιν ἀνάγκαις ἕκαστα γίγνεται τῶν οὐρανίων, ἀλλὰ καὶ τοὺς φροντίζοντας τὰ τοιαῦτα μωραίνοντας ἀπεδείκνυε.
TRADUZIONE
Inoltre viveva sempre sotto gli occhi di tutti. Al mattino infatti si recava nei portici e nei ginnasi e quando l’agorà era piena di gente, si poteva vederlo là, e per tutto il resto della giornata si trovava dove avrebbe incontrato più gente possibile. Per la maggior parte del tempo parlava e a chi lo desiderava, era possibile ascoltarlo. Eppure nessuno mai vide o sentì Socrate fare o dire niente di irreligioso o empio. E infatti non trattava della natura di tutte le cose alla maniera della maggior parte degli altri pensatori, indagando com’è fatto quello che i sapienti chiamano «kòsmos» e per quali leggi necessarie avvenga ciascuno dei fenomeni celesti, ma indicava come matti anche coloro che si occupavano di tali questioni