Gli spartani chiedono aiuto economico a Ciro nella guerra navale contro Atene
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro phronemata n. 76 pagina 102

inizio: οι δε λακεδαιμονιοι, Κρατησιππιδα της ναυαρχιας παρεληλυθυιας
fine: επεστελειν αυτω αλλα ποιειν

Ο ἱ δὲ Λακεδαιμόνιοι πρότερον τούτων οὐ πολλῷ χρόνῳ Κρατησιππίδᾳ τῆς ναυαρχίας παρεληλυθυίας Λύσανδρον ἐξέπεμψαν ναύαρχον. ὁ δὲ ἀφικόμενος εἰς Ῥόδον καὶ ναῦς ἐκεῖθεν λαβών, εἰς Κῶ καὶ Μίλητον ἔπλευσεν, ἐκεῖθεν δ' εἰς Ἔφεσον, καὶ ἐκεῖ ἔμεινε ναῦς ἔχων ἑβδομήκοντα μέχρι οὗ Κῦρος εἰς Σάρδεις ἀφίκετο. ἐπεὶ δ' ἧκεν, ἀνέβη πρὸς αὐτὸν σὺν τοῖς ἐκ Λακεδαίμονος πρέσβεσιν. ἐνταῦθα δὴ κατά τε τοῦ Τισσαφέρνους ἔλεγον ἃ πεποιηκὼς εἴη, αὐτοῦ τε Κύρου ἐδέοντο ὡς προθυμοτάτου πρὸς τὸν πόλεμον γενέσθαι. Κῦρος δὲ τόν τε πατέρα ἔφη ταῦτα ἐπεσταλκέναι καὶ αὐτὸς οὐκ ἄλλ' ἐγνωκέναι, ἀλλὰ πάντα ποιήσειν· ἔχων δὲ ἥκειν τάλαντα πεντακόσια· ἐὰν δὲ ταῦτα ἐπιλίπῃ, τοῖς ἰδίοις χρήσεσθαι ἔφη, ἃ ὁ πατὴρ αὐτῷ ἔδωκεν· ἐὰν δὲ καὶ ταῦτα, καὶ τὸν θρόνον κατακόψειν ἐφ' οὗ ἐκάθητο, ὄντα ἀργυροῦν καὶ χρυσοῦν. οἱ δὲ ταῦτά τε ἐπῄνουν καὶ ἐκέλευον αὐτὸν τάξαι τῷ ναύτῃ δραχμὴν Ἀττικήν, διδάσκοντες ὅτι, ἂν οὗτος ὁ μισθὸς γένηται, οἱ τῶν Ἀθηναίων ναῦται ἀπολείψουσι τὰς ναῦς, καὶ μείω χρήματα ἀναλώσει. ὁ δὲ καλῶς μὲν ἔφη αὐτοὺς λέγειν, οὐ δυνατὸν δ' εἶναι παρ' ἃ βασιλεὺς ἐπέστειλεν αὐτῷ ἄλλα ποιεῖν.

Non molto prima di questi avvenimenti, gli Spartani manda­rono Lisandro a sostituire Cratesippida, la cui carica di navarcoera scaduta. Arrivato a Rodi, Lisandro vi prese delle navi e proseguì per Cose Mileto, quindi per Efeso, dove rimase con settanta navi fino all'arrivo di Ciro a Sardi. Quando vi giunse, andò da lui con gli ambasciatori di Sparta. Accusarono allora Tissaferne per ciò che aveva commesso e a Ciro chiesero di mo­strare tutto il suo impegno nella guerra. Ciro rispose che queste erano proprio le istruzioni ricevute dal padree anche le sue in­tenzioni e che quindi avrebbe fatto tutto quanto richiesto; avevaportato con sé cinquecento talenti, ma, se non fossero bastati, avrebbe utilizzato anche il denaro datogli dal padre a titolo perso­nale; se poi non fosse stato sufficiente neppure questo, avrebbe fatto a pezzi persine il trono su cui era seduto, dato che era d'oro e d'argento. Essi lodarono le sue parole e lo invitarono a fissare a una dracmaattica la paga di ogni marinaio, spiegando che, se fosse stata questa la cifra, i marinai ateniesi avrebbero disertato e lui avrebbe speso meno. Ciro rispose che ciò che dicevano era giusto, ma che non gli era possibile agire in modo diverso da come il Re gli aveva comandato

TRADUZIONE da phronemata

Gli Spartani, essendo terminata l carica di navarco per Cratesippida, mandarono Lisandro come navarco. Quello essendo giunto a Rodi ed avendo preso da lì delle navi, navigò verso Kos e Mileto e da lì verso Efeso e rimase lì avendo 70 navi, finchè Ciro giunse a Sardi. Dopo che giunse , si recò da quello con gli ambasciatori da Sparta. Allora dunque (…) domandavano a Ciro che si preparasse alla guerra . Ciro disse che il padre aveva ordinato queste cose ed egli stesso non la pensava diversamente , ma avrebbe compiuto tutte le cose. che veniva portando 500 talenti; qualora questi non fossero stati sufficienti , disse che avrebbe utilizzato i propri personali, che il padre aveva dato a lui. Qualora anche questi avrebbe fatto a pezzi il trono sul quale sedeva, che era d’argento e d’oro. Quelli lodavano queste cose ed invitavano quello ad assegnare ai marinai una dracma attica, spiegando che, qualora lo stipendio fosse stato quello, i marinai degli Ateniesi avrebbero abbandonato le navi ed egli avrebbe speso meno ricchezze. Quegli disse che loro parlavano bene e che non era possibile per lui fare altro, a fronte delle cose che il re aveva ordinato .