Le sventure di Cleomene e dei suoi familiari
Versione greco Plutarco Traduzione libro
phronemata numero 159 a pagina 219

Τῆς δὲ φήμης εἰς τὴν πόλιν ὅλην σκεδασθείσης, ἡ μὲν Κρατησίκλεια, καίπερ οὖσα γενναία γυνή, προὔδωκε τὸ φρόνημα πρὸς τὸ τῆς συμφορᾶς μέγεθος, καὶ περιβαλοῦσα τὰ παιδία τοῦ Κλεομένους ὠλοφύρετο. τῶν δὲ παιδίων τὸ πρεσβύτερον ἀποπηδῆσαν, οὐδενὸς ἂν προσδοκήσαντος, ἀπὸ τοῦ τέγους ἐπὶ κεφαλὴν ἔρριψεν ἑαυτό· καὶ κακῶς μὲν ἔσχεν, οὐ μὴν ἀπέθανεν, ἀλλ' ἤρθη βοῶν καὶ ἀγανακτοῦν ἐπὶ τῷ διακωλύεσθαι τελευτᾶν. ὁ δὲ Πτολεμαῖος ὡς ἔγνω ταῦτα, προσέταξε τὸ μὲν σῶμα τοῦ Κλεομένους κρεμάσαι καταβυρσώσαντας, ἀποκτεῖναι δὲ τὰ παιδία καὶ τὴν μητέρα καὶ τὰς περὶ αὐτὴν γυναῖκας.

Diffusasi la notizia nell'intera città, Cratesiclea, benchè fosse una donna di nobile famiglia, tradì la sua signorilità di fronte alla grandezza della sventura, e si gettò nella disperazione cingendo i figli di Cleomene. Ma il più vecchio dei figli, allontanatosi in fretta, senza che nessuno avesse potuto aspettarselo, si gettò giù a capofitto dal tetto; e si fece male, però non morì, anzi si sollevò gridando e sdegnandosi per il fatto che gli si impediva di morire. Tolomeo allora, appena conobbe questi fatti, ordinò di crocifiggere (appendere) il corpo di Cleomene dopo averlo cucito in un sacco di cuoio, e di uccidere i figli, la loro madre e le donne del suo seguito.