Καῖσαρ δὲ τῷ Θετταλῶν ἔθνει τὴν ἐλευθερίαν ἀναθεὶς νικητήριον, ἐδίωκε Πομπήϊον·.... ὅτι τῆς νίκης ἀπολαύοι τοῦτο μέγιστον καὶ ἥδιστον, τὸ σῴζειν τινὰς ἀεὶ τῶν πεπολεμηκότων πολιτῶν αὐτῷ.

Cesare, avendo imposto la libertà come premio al popolo tessalico, inseguiva Pompeo; avendo attaccato l'Asia, essendosi ingraziato Teopompo aveva raccolto i discorsi, liberò non solo gli abitanti di cridia, ma restitui anche a tutti quelli che abitavano in asia la terra e parte dei tributi. Essendosi diretto ad Alessandria contro Pompeo che era già morto. Richiamò Teodato che portava la testa di Pompeo testa girò lo sguardo inorridito, poi nel riceverne l'anello col sigillo si mise a piangere. Né mancò di aiutare prendendoli con sé i compagni e gli amici di Pompeo ch'era­no stati catturati dal re mentre andavano errando per il paese. A questo proposito scrisse ai suoi amici di Roma che la più grande gioia ricavata dalle sue vittorie era il poter sal­vare ogni volta qualcuno dei suoi concittadini che l'avevano sempre avversato.

Ulteriore proposta di traduzione

Dopo aver concesso la libertà al popolo dei Tessali, in segno di riconoscimento per la loro vittoria, Cesare si pose all'inseguimento di Pompeo. Giunto in Asia rese liberi anche gli abitanti di Cnido per fare cosa grata a Teopompo, il compilatore dei miti antichi, e a tutti gli abitanti dell'Asia condonò un terzo dei tributi. Arrivò ad Alessandria dopo che Pompeo era già stato ucciso, e come Teodoto gliene portò la testa girò lo sguardo inorridito, poi nel riceverne l'anello col sigillo si mise a piangere. 90 Né mancò di aiutare prendendoli con sé i compagni e gli amici di Pompeo ch'erano stati catturati dal re mentre andavano errando per il paese. A questo proposito scrisse ai suoi amici di Roma che la più grande gioia ricavata dalle sue vittorie era il poter salvare ogni volta qualcuno dei suoi concittadini che l'avevano sempre avversato.