LA BELLISSIMA CARICLEA, FORSE UNA DEA
VERSIONE DI GRECO di Eliodoro

I predoni presi sul monte presi da ammirazione e timore, come se fossero colpiti da una folgorante visione, si nascondevano chi sotto un cespuglio, chi sotto un altro. Levatasi in piedi, sembrò loro (di vedere) qualcosa di più grande e di più divino, quando le frecce con improvviso movimento sibilarono e la veste ricamata d’oro brillò al sole e la chioma, sciolta sotto la corona, secondo il rituale bacchico, ondeggiava e copriva buona parte della schiena. Anche questo li intimoriva, l’ignoranza più di ciò che vedevano che di ciò che era avvenuto. Alcuni dicevano che era una dea, la dea Artemide, o la dea del luogo (di quei luoghi) Iside: altri (dicevano) che era solo una sacerdotessa presa da divino furore.