Hylas enim in Moesia a nymphis iuxta Cion flumenque Ascanium raptus est, quem dum Hercules et Polyphemus requirunt, uento rapta naue deserti sunt. Polyphemus ab Hercule quoque relictus, condita in Moesia ciuitate, periit apud Chalybas. Tiphys autem morbo absumptus est in Mariandynis in Propontide apud Lycum regem; pro quo nauem rexit Colchos Ancaeus Neptuni filius. Idmon autem Apollinis filius ibi apud Lycum cum stramentatum exisset, ab apro percussus decidit; ultor Idmonis fuit Idas Apharei filius, qui aprum occidit. Butes Teleontis filius quamuis cantibus et cithara Orphei auocabatur, uictus tamen est dulcedine Sirenum et nataturus ad eas in mare se praecipitauit; eum Venus delatum fluctibus Lilybaeo seruauit. hi sunt qui non peruenerunt Colchos; in reuersione autem perierunt Eurybates Teleontis filius et Canthus +ceriontis filius; interfecti sunt in Libya a pastore Cephalione Nasamonis fratre, filio Tritonidis Nymphae et Amphithemidis, cuius pecus depopulabantur.

Ila infatti fu rapito dalle Ninfe in Misia, presso Cione e il fiume Ascanio; e mentre Ercole e Polifemo lo stavano cercando, furono lasciati indietro, avendo il vento spinto allargo la nave. E Polifemo, abbandonato anche da Ercole, dopo avere fondato una città in Misia, morì presso i Calibi. Tifi morì di malattia tra i Mariandini in Propontide, presso il re Lico; al posto suo prese il timone Anceo, figlio di Nettuno. Idmone, figlio di Apollo, uscito presso lo stesso re Lico a cercare frumento, morì ucciso da un cinghiale; a vendicare Idmone fu Ida, figlio di Mareo, che uccise il cinghiale. Bute, figlio di Teleone, benché Orfeo tentasse di richiamarlo con i suoi canti e con la cetra, fu comunque vinto dal dolce canto delle Sirene e si gettò in mare per nuotare sino a loro; portato dai flutti, Venere lo salvò al Lilibeo. Questi non giunsero fino alla Colchide. Durante il ritorno morirono Euribate, figlio di Teleone, e Canto, figlio di Cerionte; essi furono uccisi in Libia dal pastore Cefalione, fratello di Nasamone, figlio della Ninfa Tritonide e di Anfitemi, del quale stavano razziando le greggi. Mopso, figlio di Arnpico, morì in Mirica per il morso di un serpente.