Cato quaestor in insulam Cyprum a senatu missus est ad colligendam pecuniam Ptolomaei regis, a quo populus Romanus heres institutus erat. Integerrima fide eam rem administravit. Pecuniae summa longe maior erat quam quisque putaverat. Fere septem milia talentum navibus imposuit Cato; atque ad naufragii pericula vitanda, singulis vasis, in quibus inclusa erat pecunia cortex supernatans indicaret. Catoni a senatu gratiae atque praetura illi et ius spectandi ludos praetextato data sunt. Quem honorem Cato noluit accipere, iniquum esse affirmans sibi decerni quod nulli alii tribueretur.

Catone il questo fu mandato dal senato all'isola di Cipro a recuperare il tesoro di Tolomeo, dal quale (re) il senato e il popolo di Roma erano stati nominati eredi. Sbrigò quella cosa mostrando ineccepibile onestà. La somma che si ricavò da quella eredità si rivelò maggiore di quanto si potesse sperare. Catone fece imbarcare sulle navi tesoriere pressappoco 7mila talenti; e per evitare i pericoli del naufragio, legò ad ogni vaso, in cui era stato riposto il tesoro, della corteccia di sughero. A Catone vennero dati dal Senato la pretura e il diritto di assistere ai giochi con indosso la pretesta. Ma Catone non volle accettare tali onori, affermando che non era cosa giusta fregiarsi di un onore che mai era stato tributato ad alcuno.

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