"εἰμὶ τοιγαροῦν Ἀννίβας ἐκεῖνος, ὃς μετὰ τὴν ἐν Κάνναις μάχην σχεδὸν ἁπάσης Ἰταλίας ἐγκρατὴς γενόμενος μετά τινα χρόνον ἧκον πρὸς αὐτὴν τὴν Ῥώμην, καὶ στρατοπεδεύσας ἐν τετταράκοντα σταδίοις ἐβουλευόμην ὑπὲρ ὑμῶν καὶ τοῦ τῆς ὑμετέρας πατρίδος ἐδάφους πῶς ἐστί μοι χρηστέον, ὃς νῦν ἐν Λιβύῃ πάρειμι πρὸς σὲ Ῥωμαῖον ὄντα περὶ τῆς ἐμαυτοῦ καὶ τῶν Καρχηδονίων σωτηρίας κοινολογησόμενος. εἰς ἃ βλέποντα παρακαλῶ σε μὴ μέγα φρονεῖν, ἀλλ' ἀνθρωπίνως βουλεύεσθαι περὶ τῶν ἐνεστώτων· τοῦτο δ' ἐστὶ τῶν μὲν ἀγαθῶν ἀεὶ τὸ μέγιστον, τῶν κακῶν δὲ τοὐλάχιστον αἱρεῖσθαι. τίς οὖν ἂν ἕλοιτο νοῦν ἔχων πρὸς τοιοῦτον ὁρμᾶν κίνδυνον οἷος σοὶ νῦν ἐνέστηκεν; ἐν ᾧ νικήσας μὲν οὔτε τῇ σαυτοῦ δόξῃ μέγα τι προσθήσεις οὔτε τῇ τῆς πατρίδος, ἡττηθεὶς δὲ πάντα τὰ πρὸ τούτου σεμνὰ καὶ καλὰ δι' αὑτὸν ἄρδην ἀναιρήσεις".
Sono io quel celebre Annibale, io che dopo la battaglia di Canne diventato padrone di quasi tutta l'Italia giunsi non molte tempo dopo vicino alla stessa Roma e che accampandomi a Quaranta stadi di distanza decisi che cosa fare di voi e della vostra terra patria. Ed ora eccomi qui in Libia ridotto a parlare con te, un romano, della salvezza mia e dei cartaginesi. Ti invito mentre consideri tutto questo, a non insuperbirti, ma a decidere sul presente come è giusto che faccia un uomo. Il che significa scegliere sempre il bene più grande e il male meno grave. Quale persona allora dotata di senno sceglierebbe di andare incontro ad un rischio come quello che adesso incombe su di te? in caso di vittoria non ingrandirai affatto la tua fama ne quella della tua patria. Se perdi invece annullerai del tutto anche quanto di illustre e di bello hai compiuto prima d'ora
Altra proposta di traduzione
Io sono quell’Annibale che dopo la battaglia di Canne tenni in scacco quasi tutta l’Italia, che poco tempo dopo mi avvicinai alla stessa Roma e dopo aver posto il campo a quaranta stadi di distanza dalla città fui arbitro della vostra vita e della vostra patria: ora mi trovo in Africa, ridotto a trattare, con te che sei Romano, della salvezza mia e dei Cartaginesi. Ti esorto dunque a considerare tutto questo e a non insuperbire, ma a provvedere da uomo nelle presenti circostanze: cioè a scegliere sempre fra i beni il maggiore, fra i mali il minore. Chi, essendo avveduto, vorrebbe affrontare un pericolo quale quello che ora ti sovrasta? Se sarai vincitore in questa battaglia non potrai accrescere di molto la tua fama, né quella della tua patria; se sarai vinto distruggerai il frutto di tutte le tue nobili e splendide imprese compiute.