Il nodo di Gordio
VERSIONE DI GRECO di Arriano
TRADUZIONE dal libro da Mithos Mytos

Ἀλέξανδρος δὲ ὡς ἐς Γόρδιον παρῆλθε, πόθος λαμβάνει αὐτὸν ἀνελθόντα ἐς τὴν ἄκραν, ἵνα καὶ τὰ βασίλεια ἦν τὰ Γορδίου καὶ τοῦ παιδὸς αὐτοῦ Μίδου, τὴν ἅμαξαν ἰδεῖν τὴν Γορδίου καὶ τοῦ ζυγοῦ τῆς ἁμάξης τὸν δεσμόν. λόγος δὲ περὶ τῆς ἁμάξης ἐκείνης παρὰ τοῖς προσχώροις πολὺς κατεῖχε, Γόρδιον εἶναι τῶν πάλαι Φρυγῶν ἄνδρα πένητα καὶ ὀλίγην εἶναι αὐτῷ γῆν ἐργάζεσθαι καὶ ζεύγη βοῶν δύο. καὶ τῷ μὲν ἀροτριᾶν, τῷ δὲ ἁμαξεύειν τὸν Γόρδιον. καί ποτε ἀροῦντος αὐτοῦ ἐπιστῆναι ἐπὶ τὸν ζυγὸν ἀετὸν καὶ ἐπιμεῖναι ἔστε ἐπὶ βουλυτὸν καθήμενον. τὸν δὲ ἐκπλαγέντα τῇ ὄψει ἰέναι κοινώσοντα ὑπὲρ τοῦ θείου παρὰ τοὺς Τελμισσέας τοὺς μάντεις. εἶναι γὰρ τοὺς Τελμισσέας σοφοὺς τὰ θεῖα ἐξηγεῖσθαι καί σφισιν ἀπὸ γένους δεδόσθαι αὐτοῖς καὶ γυναιξὶν καὶ παισὶ τὴν μαντείαν. προσάγοντα δὲ κώμῃ τινὶ τῶν Τελμισσέων ἐντυχεῖν παρθένῳ ὑδρευομένῃ καὶ πρὸς ταύτην εἰπεῖν ὅπως οἱ τὸ τοῦ ἀετοῦ ἔσχε. τὴν δέ, εἶναι γὰρ καὶ αὐτὴν τοῦ μαντικοῦ γένους, θύειν κελεῦσαι τῷ Διὶ τῷ βασιλεῖ, ἐπανελθόντα ἐς τὸν τόπον αὐτόν. καὶ, δεηθῆναι γὰρ αὐτῆς Γόρδιον τὴν θυσίαν ξυνεπισπομένην οἱ αὐτὴν ἐξηγήσασθαι, θῦσαί τε ὅπως ἐκείνη ὑπετίθετο τὸν Γόρδιον καὶ ξυγγενέσθαι ἐπὶ γάμῳ τῇ παιδὶ καὶ γενέσθαι αὐτοῖν παῖδα Μίδαν ὄνομα. ἤδη τε ἄνδρα εἶναι τὸν Μίδαν καλὸν καὶ γενναῖον καὶ ἐν τούτῳ στάσει πιέζεσθαι ἐν σφίσι τοὺς Φρύγας, καὶ γενέσθαι αὐτοῖς χρησμὸν, ὅτι ἅμαξα ἄξει αὐτοῖς βασιλέα καὶ ὅτι οὗτος αὐτοῖς καταπαύσει τὴν στάσιν. ἔτι δὲ περὶ αὐτῶν τούτων βουλευομένοις ἐλθεῖν τὸν Μίδαν ὁμοῦ τῷ πατρὶ καὶ τῇ μητρὶ καὶ ἐπιστῆναι τῇ ἐκκλησίᾳ αὐτῇ ἁμάξῃ. τοὺς δὲ ξυμβαλόντας τὸ μαντεῖον τοῦτον ἐκεῖνον γνῶναι ὄντα, ὅντινα ὁ θεὸς αὐτοῖς ἔφραζεν, ὅτι ἄξει ἡ ἅμαξα. καὶ καταστῆσαι μὲν αὐτοὺς βασιλέα τὸν Μίδαν, Μίδαν δὲ αὐτοῖς τὴν στάσιν καταπαῦσαι, καὶ τὴν ἅμαξαν τοῦ πατρὸς ἐν τῇ ἄκρᾳ ἀναθεῖναι χαριστήρια τῷ Διὶ τῷ βασιλεῖ ἐπὶ τοῦ ἀετοῦ τῇ πομπῇ. πρὸς δὲ δὴ τούτοις καὶ τόδε περὶ τῆς ἁμάξης ἐμυθεύετο, ὅστις λύσειε τοῦ ζυγοῦ τῆς ἁμάξης τὸν δεσμόν, τοῦτον χρῆναι ἄρξαι τῆς Ἀσίας. ἦν δὲ ὁ δεσμὸς ἐκ φλοιοῦ κρανίας καὶ τούτου οὔτε τέλος οὔτε ἀρχὴ ἐφαίνετο. Ἀλέξανδρος δὲ ὡς ἀπόρως μὲν εἶχεν ἐξευρεῖν λύσιν τοῦ δεσμοῦ

Quando raggiunse Gordio, Alessandro fu preso dal desiderio di salire sull'acropoli dover era situata la reggia di gordio e del figlio di lui Mida, e di vedere il carro di Gordio e il nodo che univa il giogo al carro. . Su quel carro era molto diffusa tra le genti del luogo una leggenda, secondo la quale Gordio era uno ael Frigi di un tempo, povero con poca terra da lavorare e due copPle di buoi: con una arava, dell'altra Gordio si serviva per trainare il carro. . Una volta, mentra arava, un'aquila volando si era posata sul giogo e vi era rimasta appollaiata fino all'ora di sciogliere i buoi. Turbato da quella vista, Gordio si era recato a consultare sul prodigio gli indovini di Telmesso. Gli abitanti di questa città, infatti, erano abili nell'interpretare i segni divini, e l'arte profetica era a loro donata fin dalla nascita, anche alle donne e ai bambini. 4-Mentre si avvicinava a un villaggio dei Telmessi, Gordio aveva incontrato una fanciulla che andava a prendere dell'acqua, e a lei aveva raccontato la storia dell'aquila; e la fanciulla - anche lei di stirpe profetica - gli aveva consigliato di tornare nel medesimo posto e di sacrificare a Zeus re. Gordio l'aveva pregata di seguirlo per chiarirgli il modo del sacrificio; e fatto il sacrificio secondo i suoi suggerimenti, Gordio aveva sposato la fanciulla e da lei gli era nato un tiglio che fu chiamato Mida. . Mida era già divenuto un uomo, bello e nobile, quando i Frigi erano stati afflitti da una guerra civile; e avevano ricevuto un oracolo per il quale un carro avrebbe condotto a loro un re che avrebbe posto fine alle contese civili. Mentre ancora stavano discutendo su queste cose, era sopraggiunto Mida insieme al padre e alla madre, e proprio sul carro si era fermato davanti all'assemblea. Interpretando l'oracolo, i Frigi avevano ritenuto che Mida fosse colui del quale il dio aveva detto che sarebbe venuto portato da un carro; ed avevano eletto re Mida, e Mida aveva posto fine alle loro discordie e fatto collocare il carro del Padre sull'acropoli come ringraziamento a Zeus re per aver inviato l'aquila, Oltre a questa storia, c'era un'altra leggenda intorno al lenirò: colui che avesse sciolto il nodo che legava il giogo al carro I doveva regnare sull'Asia. . Il nodo era fatto di corteccia di corniola e non si vedeva né la fine né il principio. Poiché non gli era possibile sciogliere il nodo né, d'altra parte, Alessandro voleva la-iciarlo insoluto, temendo che il fatto provocasse turbamento tra la moltitudine, narrano alcuni che tagliò di netto il nodo con la spada e disse di averlo sciolto. Aristobulo, invece, riferisce che Alessandro tolse la caviglia del timone - era un chiodo di legno infitto nel i linone che teneva insieme il nodo -, e così tirò via il giogo dal timone. 8. Io non so dire con certezza come Alessandro si comportò riguardo al nodo: è certo però che lui e il suo seguito si allontanarono dal carro con la convinzione che l'oracolo sullo scioglimento del nodo si era compiuto, Quella notte, tuoni e fulmini mandarono segni dal ciclo; e il giorno dopo, Alessandro offrì sacrifici agli dèi per aver mostrato i segni e il modo di sciogliere il nodo.