Est etiam admiratio nonnulla in bestiis aquatilibus is, quae gignuntur in terra; veluti crocodili fluviatilesque testudines quaedamque serpentes ortae extra aquam, simul ac primum niti possunt, aquam persequuntur. Quin etiam anitum ova gallinis saepe subponimus; e quibus pulli orti primo aluntur ab his ut a matribus, a quibus exclusi fotique sunt; deinde eas relinquunt et effugiunt sequentes, cum primum aquam quasi naturalem domum videre potuerunt: tantam ingenuit animantibus conservandi sui natura custodiam. Legi etiam scriptum esse avem quandam, quae platalea nominaretur; eam sibi cibum quaerere advolantem ad eas avis, quae se in mari mergerent; quae cum emersissent piscemque cepissent, usque eo premere earum capita mordicus, dum illae captum amitterent, in quod ipsa invaderet. Eademque haec avis scribitur conchis se solere complere, eas, cum stomachi calore concoxerit, evomere atque ita eligere ex his, quae sunt esculenta. Ranae autem marinae dicuntur obruere sese harena solere et moveri prope aquam; ad quas quasi ad escam pisces cum accesserint, confici a ranis atque consumi. Miluo est quoddam bellum quasi naturale cum corvo; ergo alter alterius, ubicumque nanctus est, ova frangit. Illud vero (ab Aristotele animadversum, a quo pleraque) quis potest non mirari: grues cum loca calidiora petentes maria transmittant, trianguli efficere formam; eius autem summo angulo aer ab is adversus pellitur, deinde sensim ab utroque latere, tamquam remis, ita pinnis cursus avium levatur; basis autem trianguli, quam efficiunt grues, ea tamquam a puppi ventis adiuvatur; eaeque in tergo praevolantium colla et capita reponunt; quod quia ipse dux facere non potest, quia non habet, ubi nitatur, revolat, ut ipse quoque quiescat; in eius locum succedit ex his, quae adquierunt, eaque vicissitudo in omni cursu conservatur.
Versione dal libro PRIMUS LIBER
Est nonnulla admiratio etiam in iis bestiis quatilibus quae gignuntur in terra velut crocodili fluviatilesque testudines, quaedam serpentes...
Versione dal libro Expedite
Costituiscono per noi motivo di meraviglia anche quegli animali che pur vivendo nell'acqua risultano nati sulla terra ferma. Voglio qui riferirmi ai coccodrilli, alle tartarughe fluviali e a taluni serpenti nati fuor d'acqua che, non appena possono reggersi, cercano il liquido elemento. E non basta. Spesso facciamo covare alle galline uova di anatre e non appena le uova si schiudono sono le galline, che le hanno covate e fatte maturare, a prendersi cura dell'allevamento dei piccoli; in seguito però questi le abbandonano e si sottraggono alle loro cure non appena è dato ad essi di vedere la loro naturale dimora: l'acqua. Tanta e la forza dell'istinto di conservazione instillato negli animali dalla natura. Ho anche letto di un uccello, detto platalea, che si procurerebbe il cibo facendo impeto contro quei volatili che sono soliti tuffarsi in mare; la sua tattica sarebbe quella di attendere che uno di questi uccelli riemerga dai flutti con un pesce nel becco per costringerlo, a furia di beccate sul capo, a lasciare a lui la preda. Del, medesimo si racconta anche che inghiottirebbe conchiglie intere e le rivomiterebbe al momento della digestione trattenendo così le parti mangiabili. Delle rane marine si narra che, ricoperte di sabbia, si muovono a fior d'acqua per attirare i pesci a guis a di esca e per subito ucciderli al loro accostarsi e cibarsene. V'è una sorta di naturale ostilità fra il nibbio ed il corvo sì che, non appena l'uno trova le uova dell'altro subito le distrugge. E come non restare strabiliati di fronte a quanto Aristotele, autore di gran parte di consimili osservazioni fa notare a proposito delle gru? Questi animali, quando attraversano ì mari alla ricerca di luoghi più caldi, si dispongono a forma di triangolo. Il vertice anteriore ha la funzione di aprire il cammino fendendo l'aria che si oppone al volo, mentre le gru disposte sui due lati, battendo le ali a guisa di remi, sollevano sempre più in alto lo stormo! La base del triangolo, infine, che le gru stesse disegnano nell'aria, riceve a sua volta una spinta dai venti spiranti, per così dire, da poppa. Le gru di quest'ultimo gruppo appoggiano il collo ed il capo sul dorso di quelle che volano innanzi a loro, e poiché quella che guida lo stormo non può fruire di questo vantaggio in quanto non ha nulla su cui appoggiarsi, si volge verso le posizioni arretrate per riposarsi ed è subito sostituita da una delle gru che hanno già fruito del riposo; e così via per tutto il corso del viaggio.
Vi è anche una qualche meraviglia per quegli animali acquatici che vengono generati sulla terra ferma, come i coccodrilli, le tartarughe fluviali e a taluni serpenti nati fuor d'acqua. Tutti questi non appena possono reggersi, cercano l'acqua. Spesso facciamo covare alle galline uova di anatre; non appena nati i pulcini da quelle uova, dapprima vengono cresciuti, come da madri, da queste da cui sono stati covati. In seguito però questi le abbandonano non appena hanno potuto vedere l'acqua, per così dire la loro naturale dimora: tanta la forza di istinto di conservazione la natura ha instillato. Ho anche letto di un uccello che si procurerebbe il cibo volando contro quei volatili che sono soliti tuffarsi in mare. Quando questi uccelli riemergono ed hanno preso un pesce, colpiscono a beccate il loro capolino a che quelli lasciano preda, di cui essi stessi si impadroniscono.