Fama scelerum hominum in caelum et ad Iovem penetravit. Cura sollicitatus est Iuppiter Tonans, itaque ut mentes et mores mortalium exploraret, in terram demigravit scelerato cruore redundante, sol Oceano adpropinquans Noctem adproperantem nuntiabat. Iuppiter diu terram peragrans fessus erat viae labore. Atque iam non procul aberat a magnificis aedibus, ubi Lycaon habitabat. Forte tum Lycaon et multi Lycaonis convivae cenabant dulci lyrae sono se et carminibus laetis delectantes. Cenantibus adpropinquavit tum Iuppiter ira flagrans aedes impii viri fulmine cremavit et omne genus hominum sceleratorum diluvio multavit. .
La notizia dei delitti degli uomini giunse in cielo e presso Giove. Giove Tonante fu turbato per la preoccupazione, così da esaminare gli animi ed i costumi dei mortali, si trasferì sulla terra mentre straripava di sangue malvagio, il sole avvicinandosi all’Oceano annunziava la notte che si affrettava. Giove visitando a lungo la terra era esausto per la fatica del cammino. E già non era distante dai magnifici edifici, dove Licaone abitava. Per caso allora Licaone e molti convitati di Licaone cenavano dilettandosi con lieti canti al dolce suono della lira. Allora Giove si avvicinò a quelli che cenavano ardendo d’ira bruciò col fulmine le dimore dell’ empio uomo e col diluvio punì tutto il genere degli uomini scellerati.