Caedi vero discentes minime velim. Primum, quia deforme atque servile est et certe...
In verità non vorrei affatto che i discenti siano picchiati, prima di tutto, perché è deforme e servile e certamente, cosa che è ammessa: se mutasse l'età, ci sarebbe l'oltraggio: poi ciò, se qualcuno ha: la mente sarebbe tanto incivile, da non poter essere corretta con il rimprovero, costui si abituerà anche alle percosse, come gli schiavi peggiori alla fine perché non ci sarà bisogno neppure di tale castigo, se ci sarà accanto un assiduo sorvegliante degli studi. Ora sembra che per la negligenza dei maestri si corregga a malapena così, che i fanciulli non sono spinti a fare quelle cose che sono giuste, ma perché non siano fatte si puniscano. Insomma avendo costretto un piccolino con le percosse, che cosa gli farai, una volta diventato grande? Verso il quale non si può utilizzare questo timore e devono essere apprese cose più elevate? Aggiungi il fatto che a coloro che vennero battuti spesso per dolore e per paura sono avvenute molte cose brutte e a dirsi e destinate a diventare presto ragione di vergogna e questo senso di vergogna infrange e piega l'animo e conduce alla noia e alla morte innanzitutto un atteggiamento da padre nei confronti dei suoi allievi ritenga di fare le veci di coloro dai quali gli sono stati affidati i figli perciò di là non nasca l'odio, di qui la mancanza di rispetto tanto più raramente.
(By Maria D. )
Versione tratta da Quintiliano