Nuovo Comprendere e tradurre vol 2 pag 226

In eo tantum studium philosophiae fuit, ut plurimos sapientes audiret et praecipue Iunium Rusticum, huius disciplinae peritissimum. Cum eo omnia publica privataque consilia communicavit, iterum consulem fecit et post mortem ei statuas erigi iussit. Tantos honores magistris suis detulit, ut imagines eorum aureas in ipso larario haberet ac sepulchra eorum hostiis floribusque semper honoraret. Educatus est Hadriani domi, qui propter eius probitatem “Verissimum” nominabat et puerum in Saliorum collegium rettulit. In eo sacerdotio et praesul et vates et magister fuit et multa sacra fecit, cum ipse omnia carmina didicisset. Praeterea amavit pugilatum et certamina et cursum et venatum et pila lusit optime. Sed ab omnibus his rebus studium philosophiae eum abduxit seriumque et gravem reddidit. Tamen in eo semper fuit magna comitas, quam maxime suis, mox amicis atque etiam ignotis exhibebat
Ci fu tanta passione in lui per la filosofia, da stare ad ascoltare il maggior numero di sapienti e soprattutto Iunio Rustico, il più esperto di questa scienza. Quando lui gli comunicò tutti i progetti pubblici e personali, lo elesse console per la seconda volta e ordinò che, dopo la morte, gli fossero innalzate delle statue. Dette tanti onori ai suoi maestri, da avere nel larario stesso le loro immagini d’oro e da onorare sempre le loro tombe con sacrifici e fiori. Fu educato nella casa di Adriano, che lo chiamava “Verissimo” per la sua onestà e che riportò il ragazzo nel collegio dei Salii. Fu sia capo, sia vate, sia maestro in quel sacerdozio e fece molti riti sacri, avendo egli stesso imparato tutte le formule religiose. Oltre a ciò amò sia il pugilato sia le lotte sia la corsa sia la caccia e giocò a palla ottimamente. Ma lo studio della filosofia lo allontanò da tutte queste cose e rese importante e autorevole. Tuttavia in lui ci fu sempre una grande affabilità che rivelava soprattutto ai suoi, poi agli amici e anche agli sconosciuti