Chrysippus ait quendam indignatum, quod illum aliquis vervecem marinum dixerat. In senatu flentem vidimus Fidum Cornelium, Nasonis Ovidi generum, cum illum Corbulo struthocamelum depilatum dixisset; adversus alia maledicta mores et vitam convulnerantia frontis illi firmitas constitit, adversus hoc tam absurdum lacrimae prociderunt: tanta animorum inbecillitas est, ubi ratio discessit. Quid quod offendimur, si quis sermonem nostrum imitatur, si quis incessum, si quis vitium aliquod corporis aut linguae exprimit? Quasi notiora illa fiant alio imitante quam nobis facientibus! Senectutem quidam inviti audiunt et canos et alia ad quae voto pervenitur; paupertatis maledictum quosdam perussit, quam sibi obiecit quisquis abscondit: itaque materia petulantibus et per contumeliam urbanis detrahitur, si ultro illam et prior occupes: nemo risum praebuit qui ex se cepit. Vatinium, hominem natum et ad risum et ad odium, scurram fuisse et venustum ac dicacem memoriae proditum est. In pedes suos ipse plurima dicebat et in fauces concisas: sic inimicorum, quos plures habebat quam morbos, et in primis Ciceronis urbanitatem effugerat.

Traduzione

imgscrambler} Crisippo narra che un tale s’era indignato perché un tizio l’aveva chiamato "montone marino". In senato abbiamo visto piangere Fido Cornelio, il genero di Ovidio Nasone, perché Corbulone lo aveva chiamato "struzzo spennacchiato"; resse a fronte alta altri insulti che colpivano i suoi costumi e la sua vita, (ma) davanti a questo, tanto assurdo, scoppiò in lacrime : tanto grande è la debolezza dell'animo, quando se ne va la ragione. Che (dire poi del fatto) che ci sentiamo offesi se qualcuno imita la nostra parlata, se qualcuno (imita la nostra) camminata, se qualcuno riproduce un (nostro) difetto fisico o di pronuncia? Come se quelle cose diventassero più note quando un altro le imita, che quando (le) facciamo noi! Alcuni sentono parlare malvolentieri di vecchiaia, di capelli bianchi e di altre cose proprie di un’età alla quale si desidera arrivare ; (ad) altri brucia il parlar male della (loro) povertà, che (in realtà) si rinfaccia (da solo) chiunque (la) nasconda: perciò, si toglie (ogni) risorsa agli insolenti ed a quelli che fanno gli spiritosi offendendo , se la si previene di nostra iniziativa : nessuno fa ridere gli altri, se ride per primo di se stesso. È stato tramandato che Vatinio, uomo nato per essere deriso e odiato , fu un buffone, spiritoso e mordace: lui stesso ne diceva di tutti i colori sui suoi piedi e sulla (sua) gola piena di cicatrici: così era riuscito a sottrarsi alle battute dei nemici, che aveva in numero superiore alle (sue) malattie, e soprattutto a (quelle) di Cicerone. {/imgscramble