Rex deinde in contionem procedit vultu praeferens dolorem animi. Tandem, recepto...

Il re quindi avanza verso l'assemblea mostrando nel volto il dolore dell'animo. infine, ripreso il controllo di sé disse: "Soldati, io sia stato sottratto a voi per il crimine degli uomini: vivo grazie alla provvidenza e misericordia degli dèi." L'orazione fu interrotta dai gemiti dei soldati, e le lacrime sgorgarono a tutti. Allora il re proseguì: "Quanto più grande sarà il turbamento che susciterò nei vostri animi, quando vi mostrerò gli autori di un così grande crimine! Di cui, fino a ora, ho avuto paura perfino di fare menzione e ho evitato di pronunciare i nomi. Ma sia finalmente superato il ricordo dell'antico affetto, e sia svelata la congiura dei cittadini empi. Come potrei, tuttavia, tacere un così grande scempio? Parmenione, in virtù della sua età e dei tanti benefici da me e da mio padre ricevuti, legato a noi da un'antica amicizia, si è reso capo di un così grande crimine. Suo complice Philota ha sobillato Peucolao, Demetrio e questo Dimno, il cui corpo vedete, insieme agli altri della stessa follia contro di me." Un clamore di indignazione e lamentele esplose da ogni parte nell'intera assemblea.

(By Starinthesky)

Versione tratta da Curzio Rufo