IL TITANO PROMETEO BENEFATTORE DELL'UMANITA'
VERSIONE DI GRECO di Apollodoro Versione n. 19 a pag 52 del libro Remata

Inizio: Προμηθευς δε εξ υδατος και γης ανθρωπους τλασας εδωκεναυτοις και πυρ, λατρᾳ Διος εν ναρθηκι. Ως δε ᾔσθετο Ζευς, επεταξεν Ηφαιστῳ τᾠ Καυκασῳ ορει το σωμα αυτου προσηλωσαι. Fine: επλεσαν θεοι πρωτην γυναικα

Prometeo, dopo aver plasmato gli uomini dall'acqua e dalla terra, diede loro il fuoco, rubato di nascosto nella verga di Zeus. Quando Zeus se ne accorse, ordinò a Efausto Caucaso di inchiodare il suo corpo su un monte; questo monte è della Scizia. Giungendo in esso Prometeo, essendo legato per molti anni, un'aquila, volando ogni giorno sopra di lui, gli mangiava i lobi del fegato che ricresceva durante la notte. Prometeo, avendo rubato il fuoco, scontò questa pena, fino a quando Eracle in seguito lo lasciò libero, come noi narreremo in questi discorsi su Eracle. Nacque il figlio di Prometeo, Deucalione. Questo, regnando sulle terre intorno a Ftia, sposò Pirra, figlia di Epimeteo e Pandora, che gli dei avevano plasmato come prima donna.