La contesa tra Atena e Poseidone
VERSIONE DI GRECO di Apolldoro
TRADUZIONE dal libro diatribè pag. 226 n. 12

cecopre fu padrone assoluto dell'attica e su questa credette che la città erano tenute dagli dei, nelle quali si apprestavano ad avere gli onori personali. Giunse per prima poseidone nell'attica e avendolo percosso con il tridente, fece apparire in mezzo all'acropoli un mare, quello che adesso si chiama eretteide, dopo di lui giunse atena e chiamò Cecopre a testimone della sua presa di possesso, piantò un ulivoquello che ancora adesso viene fatto vedere nel pandrosio. tutti e due vennero a contesa per la terra. zeus fece cessare Atena e poseidone e decretò come giudici i 12 Dei e dopo che loro giudicarono che la terra spettava ad atena cecopre aveva testimoniato che per prima piantò l'ulivo. atena chiamò la città atena dal suo nome

ancora altra traduzione diversa stesso titolo altro libro

Si narra che al tempo di Crecrope, gli dei decisero di dividersi le città, nelle quali ognuno doveva avere privatamente la stima. Dunque Poseidone, per primo, giunge in Attica, e con un colpo di tridente fece apparire il mare nel mezzo dell'acropoli, ora chiamato Eretteide. Dopo di lui, giunge Atena e si procura come testimone Crecrope e pianta un ulivo che ora si vede nel Pandrosio. Nata una contesa tra i due riguardo la regione, Zeus sceglie come giudici i dodici dei. E dopo che essi decisero, la regione fu affidata ad Atena, poiché Crecrope testimoniò che per prima aveva piantato l'ulivo. Atena quindi chiamò la città come se stessa, Atene. Poseidone, pieno d'ira, inondò la pianura Triasia e sommerse l'intera Attica.