Tifone dà l'assalto al cielo
VERSIONE DI GRECO di Apollodoro
TRADUZIONE dal libro greco nuova edizione
Quando gli Dei dominavano sui giganti, la Terra essendo molto adirata si unì a Tartaro e diede origine a Tifone, che aveva una doppia natura di uomo e animale. Questo era superiore sia per grandezza che per forza a tutti i portenti che la Terra aveva generato, tanto che oltrepassava tutti i monti, e spesso con la testa sfiorava addirittura le stelle. Essendo tale e tanto forte, Tifone cominciò a lanciare pietre infuocate contro quel cielo con fischi e grida, ed emetteva una grande soffio di fuoco dalla bocca. Gli Dei, non appena si resero conto che quello si lanciava contro il cielo, temendo di essere uccisi, fuggirono in Egitto e, essendo scacciati, portarono fra i mortali le loro caratteristiche. Zeus colpiva Tifone, che era lontano, con i fulmini, una volta fattosi vicino lo spaventava con una terribile falce e inseguiva quell'essere portentoso mentre fuggiva. A quello che stava ormeggiato nel mare di Sicilia, Zeus scagliò l'Etna, il più grande monte tra quelli in Sicilia, dal quale ancora oggi si dice che nascano soffi di fuoco generati dai fulmini di Zeus che li scaglia.