Nuper cum morte superioris uxoris novis nuptiis domum vacuefecisses, nonne etiam alio incredibili scelere hoc scelus cumulasti? quod ego praetermitto et facile patior sileri, ne in hac civitate tanti facinoris inmanitas aut extitisse aut non vindicata esse videatur. Praetermitto ruinas fortunarum tuarum, quas omnis inpendere tibi proxumis Idibus senties; ad illa venio, quae non ad privatam ignominiam vitiorum tuorum, non ad domesticam tuam difficultatem ac turpitudinem sed ad summam rem publicam atque ad omnium nostrum vitam salutemque pertinent. Potestne tibi haec lux, Catilina, aut huius caeli spiritus esse iucundus, cum scias esse horum neminem, qui nesciat te pridie Kalendas Ianuarias Lepido et Tullo consulibus stetisse in comitio cum telo, manum consulum et principum civitatis interficiendorum causa paravisse
Allorchè, recentemente, con la morte della precedente moglie rendesti libera la casa per nuove nozze, non cumulasti questo delitto con un altro incredibile delitto? Non ne parlo e di buon grado mi accontento di tacere, perché non sembri che in questa città sia stato commesso un delitto così efferato o esso non sia stato vendicato. Tralascio la rovina delle tue sostanze, che tu stesso avverti crollare sopra di te per le prossime Idi; ma vengo a quelle cose che non riguardano l’ ignominia privata dei tuoi vizi, o le tue turpitudini e difficoltà domestiche, bensì la salvezza suprema della Repubblica, la vita e la salvezza di noi tutti Come potrebbero esserti lieti questa luce, o Catilina, o lo spirito di questo cielo, sapendo che non c’è alcuno fra questi il quale ignori che il giorno precedente le Calende di gennaio (31 dicembre), essendo Consoli Lepido e Tullio, tu hai partecipato armato ai comizi, preparando uomini per l’uccisione dei Consoli e degli ottimati della città