Benemerenze del giovane Ottaviano
Autore: Cicerone

c. caesar octavianus adulescens, paene potius puer, incredibili ac divina quadam mente atque virtute, tum cum maxime furor arderet antoni cumque eius a brundisio crudelis et pestifer reditus timeretur, nec postulantibus, nec cogitantibus, ne optantibus quidem nobis, firmissimum exercitum ex invicto genere veteranorum militum comparavit patrimoniumque suum effudit; quamquam non sum usus eo verbo, quo debui: non edim effudit, in rei publicae salute conlocavit. Laudamus Caesarem, qui nec cogitantibus ne optantibus quidem nobis, fìrmissimum exercitum comparavit, patrimoniumque suurn effudit, quamquam non sum usus eo verbo, quo debui: non enim effudit, sed in rei publicae salute collocavit. Ei, quamquam grafia referri tanta non potest, quanta debetur, habenda tamen est tanta, quantam maximam animi nostri capere possunt

. Cesare Ottaviano - un adolescente, o, per meglio dire , un fanciullo, (dotato) di un'intelligenza ed un coraggio incredibile e divino - quando, in quel frangente , il furore di Antonio ardeva al massimo grado e si temeva un suo crudele e funesto ritorno da Brindisi - senza neanche che noi avanzassimo richiesta, pensassimo o anzi solo sperassimo (in un suo intervento), egli ha allestito un esercito invincibile (reclutandolo) dall'invitta categoria dei soldati veterani, ed ha dilapidato (in questa opera di reclutamento) il proprio patrimonio ; per quanto dovrei correggere il termine al quale ho fatto ricorso; egli, infatti non "ha dilapidato", (bensì) "ha investito" (il proprio patrimonio) nella salvezza dello Stato. Lodiamo Cesare, che senza che noi lo pensassimo e neppure lo desiderassimo, allestì un saldissimo esercito e consumò tutto il suo patrimonio; sebbene io non abbia usato la parola che avrei dovuto: infatti, non lo consumò, ma lo spese per la salvezza della patria. A lui, quantunque non si possa esprimere tanta gratitudine quanta gli si deve, dobbiamo tuttavia esprimere tutta quella più grande che i nostri cuori possono contenere