Iam illa non longam orationem desiderant, quam ob rem existimem publica quoque iura, quae sunt propria civitatis atque imperi, tum monumenta rerum gestarum et vetustatis exempla oratori nota esse debere; nam ut in rerum priuatarum causis atque iudiciis depromenda saepe oratio est ex iure ciuili et idcirco, ut ante diximus, oratori iuris scientia necessaria est, sic in causis publicis iudiciorum, contionum, senatus omnis haec et antiquitatis memoria et publici iuris auctoritas et regendae rei publicae ratio ac scientia tamquam aliqua materies eis oratoribus, qui uersantur in re publica, subiecta esse debet. Non enim causidicum nescio quem neque clamatorem aut rabulam hoc sermone nostro conquirimus, sed eum uirum, qui primum sit eius artis antistes, cuius cum ipsa natura magnam homini facultatem daret, auctor tamen esse deus putatur, ut id ipsum, quod erat hominis proprium, non partum per nos, sed diuinitus ad nos delatum uideretur; deinde, qui possit non tam caduceo quam nomine oratoris ornatus incolumis uel inter hostium tela uersari; tum, qui scelus fraudemque nocentis possit dicendo subicere odio ciuium supplicioque constringere; idemque ingeni praesidio innocentiam iudiciorum poena liberare; idemque languentem labentemque populum aut ad decus excitare aut ab errore deducere aut inflammare in improbos aut incitatum in bonos mitigare; qui denique, quemcumque in animis hominum motum res et causa postulet, eum dicendo uel excitare possit uel sedare. Hanc vim si quis existimat aut ab eis, qui de dicendi ratione scripserunt, eitam esse aut a me posse exponi tam brevi, vehementer errat neque solum inscientiam meam sed ne rerum quidem magnitudinem perspicit: equidem vobis, quoniam ita voluistis, fontis, unde hauriretis, atque itinera ipsa ita putavi esse demonstranda, non ut ipse dux essem, quod et infinitum est et non necessarium, sed ut commonstrarem tantum viam et, ut fieri solet, digitum ad fontis intenderem
Ormai questi temi non esigono un lungo discorso, per questo motivo penserei che all'oratore dovrebbero essere noti anche il diritto pubblico che ? proprio della citt? e del suo governo, sia i documenti dei fatti storici e gli esempi dell'antichit?. Infatti, come nelle cause e nei processi che riguardano i fatti privati spesso l'orazione deve scaturire dal diritto civile e perci?, come abbiamo detto, per l'oratore ? necessaria la conoscenza del diritto civile, cos? nelle cause pubbliche dei tribunali, delle assemblee, del senato, tutta questa reminiscenza dell'antichit?, l'autorevolezza del diritto pubblico e l'arte e la sapienza di governare lo stato, come qualsiasi altra materia, devono essere nella disponibilit? di quegli oratori che si occupano di politica. Infatti, con questo nostro discorso non cerchiamo un non so che di causidico o di urlatore o di ciarlone, ma quell'uomo che per prima cosa sia cultore di quell'arte, di cui, quantunque la natura ne conceda grande disponibilit? all'uomo, tuttavia si crede che un dio sia responsabile del fatto che questa stessa facolt?, che era propria dell'uomo, sembrasse ottenuta non per merito nostro, ma conferita a noi per grazia divina; quindi cerchiamo chi, ornato non tanto del cad?ceo ma del titolo di oratore, possa aggirarsi incolume in mezzo ai dardi dei nemici; inoltre, cerchiamo chi sia capace con la sua parola di sottoporre all'odio dei cittadini il crimine e la frode del colpevole e a frenarlo con la pena; e lo stesso sia capace di liberare dalla condanna dei tribunali l'innocente con l'aiuto del suo ingegno; e sempre lo stesso sia capace o di indurre alla virt? un popolo infiacchito e disgregato o di allontanarlo dall'errore o di infiammarlo contro i disonesti o, dopo averlo cos? spinto ad agire, di addolcirlo verso i buoni; infine cerchiamo chi, qualunque sentimento negli animi degli uomini la situazione e la causa richiedano, possa con la sua parola calmare o eccitare quel popolo. Se qualcuno ritiene che questa facolt? sia stata esposta o da coloro che hanno scritto sull'arte del dire o che da me possa essere esposta in breve tempo, sbaglia di grosso e non solo non comprende la mia impreparazione, ma neppure l'importanza dell'argomento. In realt?, poich? cos? avete voluto, cos? ho ritenuto di dovervi indicare le fonti da cui potreste attingere e le stesse vie, non per esservi io stesso da guida, la qual cosa sarebbe troppo lunga e non necessaria, ma per mostrarvi soltanto la via e, come suole accadere, volgere il dito alle fonti