Sunt autem quidam Epicurei timidiores paulo contra vestra convicia, sed tamen satis acuti, qui verentur ne, si amicitiam propter nostram voluptatem expetendam putemus, tota amicitia quasi claudicare videatur. itaque primos congressus copulationesque et consuetudinum instituendarum voluntates fieri propter voluptatem; cum autem usus progrediens familiaritatem effecerit, tum amorem efflorescere tantum, ut, etiamsi nulla sit utilitas ex amicitia, tamen ipsi amici propter se ipsos amentur. etenim si loca, si fana, si urbes, si gymnasia, si campum, si canes, si equos, si ludicra exercendi aut venandi consuetudine adamare solemus, quanto id in hominum consuetudine facilius fieri poterit et iustius?

Vi sono poi certi Epicurei un pò meno arditi nei confronti dei vostri schiamazzi, ma tuttavia abbastanza acuti; essi temono che, se riteniamo l'amicizia da ricercarsi per il nostro piacere. tutta l'amicizia nel suo complesso risulti per così dire zoppicante. Pertanto, secondo questi, i primi incontri, le prime intimità e la propensione a stabilire rapporti consuetudinari sono determinati dal piacere; quando poi l'abitudine prendendo sviluppo ha prodotto la familiarità, sboccia un amore così vivo che, anche se dall’amicizia non proviene alcuna utilità, gli amici tuttavia si amano fra loro per se stessi. Ed invero, se per l'abitudine siamo soliti affezionarci ai luoghi, ai santuari, alle città, alle palestre, al campo sportivo, ai cani, ai cavalli, ai divertimenti della ginnastica o della caccia, quanto non sarà più facile e più giusto che ciò si verifichi nelle relazioni abituali con gli uomini?