Alessandro primo di Macedonia partecipa ai giochi olimpici
VERSIONE DI GRECO di Erodoto
TRADUZIONE dal libro Poreia
Inizio: Ἕλληυας δὲ εἶναι τούτους τοὺς ἀπὸ Περδίκκου γενομέυους
fine: Ἕλλην καὶ ἀγωνιζόμενος στάδιον συνεξέπιπτε τῷ πρώτῳ.
TRADUZIONE
Che questi discendenti di Perdicca siano Greci, come dal canto loro vanno dichiarando, io per me dunque lo so; che sono Greci lo dimostrerò anche più avanti nei miei racconti; d'altronde che la cosa stia così lo riconobbero anche, fra i Greci, i sovrintendenti agli agoni di Olimpia. Infatti Alessandro aveva deciso di gareggiare e proprio a tale scopo era sceso in campo. I Greci a lui ostili cercarono di impedirglielo con la scusa che le gare non erano per atleti barbari, ma per greci. Ma Alessandro, avendo dimostrato la sua origine argiva, fu giudicato greco e gareggiò nella corsa dello stadio, dove fu primo a pari merito.
Così più o meno andarono le cose. Megabazo giunse sull'Ellesponto portando con sé i Peoni; una volta passato sull'altra sponda, si diresse verso Sardi. Istieo di Mileto già stava fortificando la località ricevuta in dono da Dario come ricompensa per la custodia del ponte (tale località, che si chiama Mircino, si trova nei pressi del fiume Strimone); Megabazo, appreso ciò che Istieo andava facendo, non appena giunse a Sardi con i Peoni, subito andò a dire a Dario: "Mio re, che cosa hai combinato a concedere a un Greco temibile e astuto di fondare in Tracia una città? Eppure sai bene che lì abbonda il legname per costruire navi e ci sono rematori a iosa e miniere d'argento; che tutt'attorno risiede una grande massa di Greci e una altrettanto grande massa di barbari, i quali, una volta avuto un capo, eseguiranno ciò che lui comanderà di giorno e di notte. Tu dunque impediscigli di continuare ad agire così, per non trovarti impelagato in una guerra in casa tua. Convocalo qui con buone maniere e fallo smettere; e quando potrai disporre di lui, vedi che non possa tornare più fra i Greci".