Sic igitur eo verbo veteres esse usos, et cum primis Marcum Tullium Ciceronem, omnes ferme libri declarant. Quamobrem satis habui unum interim exemplum promere. Itaque verba posui Varronis e libro primo Rerum Humanarum, cuius principium hoc est: «Praxiteles, qui propter artificium egregium nemini est paulum modo humaniori ignotus.» «Humaniori» inquit non ita ut vulgo dicitur, «facili et tractabili et benivolo», tametsi rudis litterarum sit, hoc enim cum sententia nequaquam convenit, sed «eruditiori doctiorique» qui Praxitelem, quid fuerit, et ex libris et ex historia cognoverit.

Così dunque quasi tutti i libri mostrano che gli scrittori antichi usarono quel vocabolo (cioè "humanitas") e con loro in primis Marco Tullio Cicerone. Per questa ragione invece ho avuto un unico esempio da mostrare. E dunque ho ordinato i vocaboli di Varrone dal primo libro "Sulle Antichità Romane" di cui questo è l'inizio: "Prassitele che  per la (sua) straordinaria abilità non è sconosciuto a nessuno che solo un poco sia più erudito [lett. sia più umano]." Egli ha  detto "più erudito" non così come viene definito dal popolo "facile, trattabile e bendisposto" sebbene sia ignorante delle lettere ma (Varrone) non ha detto infatti nulla che concorda con il (quel) significato, ma (ha detto) "più erudito e più sapiente" chi sia stato Prassitele lo avrà saputo dai libri e dalla storia. (traduzione letterale by Vogue)

Versione tratta da Aulo Gellio