Annuale commemorazione dei caduti in guerra
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Greci e noi

Inizio: Τῇ ἡμὲρα τῆϛ ἐν ...Fine: Έλλὴνων τελευτήσασιν

Nel giorno della battaglia di Platea, ogni anno i Plateesi sacrificano in onore di Zeus Eleuterio e di coloro che fra i Greci lì morirono. Sul far del giorno iniziano una processione, che un trombettiere guida incitando ad intonare il peana; seguono carri ricolmi di mirto e di corone, e un toro nero. E fanciulli liberi portano libagioni di vino e latte in anfore, brocche di olio e di profumo. Oltre a questo, il governante di Platea, indossata una tunica di porpora, sollevando (sollevata) una brocca e portando una spada, avanza attraverso la città verso i sepolcri. Poi prendendo dell'acqua dalla fonte, si lava (di persona) e lava le colonne e le unge di unguento profumato: e dopo aver ucciso il toro, e aver rivolto invocazioni augurali a Zeus e a Ernes ctonio, invita a pranzare gli uomini valorosi che sono morti per la Grecia. In seguito, riempita una coppa di vino e versatolo, aggiunge : « Bevo in onore degli uomini che sono morti per la libertà dei Greci ». I Plateesi conservano ancora queste tradizioni anche al giorno d'oggi.