ATENIESI E SPARTANI SI SPARTISCONO IL PERICOLO PER RESPINGERE I PERSIANI
versione di greco
TRADUZIONE dal libro Nuovo taxis - pag. 119 n. 51

πρὸς δὴ τὸν οὕτω μέγα φρονήσαντα καὶ τηλικαῦτα διαπραξάμενον καὶ τοσούτων δεσπότην γενόμενον ἀπήντων διελόμενοι τὸν κίνδυνον, Λακεδαιμόνιοι μὲν εἰς Θερμοπύλας πρὸς τὸ πεζόν, χιλίους αὑτῶν ἐπιλέξαντες καὶ τῶν συμμάχων ὀλίγους παραλαβόντες, ὡς ἐν τοῖς στενοῖς κωλύσοντες αὐτοὺς περαιτέρω προελθεῖν, οἱ δ' ἡμέτεροι πατέρες ἐπ' Ἀρτεμίσιον, ἑξήκοντα τριήρεις πληρώσαντες πρὸς ἅπαν τὸ τῶν πολεμίων ναυτικόν. ταῦτα δὲ ποιεῖν ἐτόλμων οὐχ οὕτω τῶν πολεμίων καταφρονοῦντες ὡς πρὸς ἀλλήλους ἀγωνιῶντες, Λακεδαιμόνιοι μὲν ζηλοῦντες τὴν πόλιν τῆς Μαραθῶνι μάχης, καὶ ζητοῦντες αὑτοὺς ἐξισῶσαι, καὶ δεδιότες μὴ δὶς ἐφεξῆς ἡ πόλις ἡμῶν αἰτία γένηται τοῖς Ἕλλησι τῆς σωτηρίας, οἱ δ' ἡμέτεροι μάλιστα μὲν βουλόμενοι διαφυλάξαι τὴν παροῦσαν δόξαν, καὶ πᾶσι ποιῆσαι φανερὸν ὅτι καὶ τὸ πρότερον δι' ἀρετὴν ἀρετὴν ἀλλ' οὐ διὰ τύχην ἐνίκησαν, ἔπειτα καὶ προαγαγέσθαι τοὺς Ἕλληνας ἐπὶ τὸ διαναυμαχεῖν, ἐπιδείξαντες αὐτοῖς ὁμοίως ἐν τοῖς ναυτικοῖς κινδύνοις ὥσπερ ἐν τοῖς πεζοῖς τὴν ἀρετὴν τοῦ πλήθους περιγιγνομένην.

TRADUZIONE n. 1

Proprio contro colui così superbo, e che aveva compiuto così grandi imprese (lett: grandi cose) e era divenuto signore di così tanti (uomini) che, spartendosi il pericolo, andavano all'attacco, gli Spartani presso le Termopili contro l'esercito di terra, essendo stati scelti mille di loro e presi (con sè ) pochi tra gli alleati, affinché impedissero ad essi, negli stretti, di passare più in là, così i nostri padri verso l'Artemisio, con sessanta triremi cariche contro l'intera flotta dei nemici.
E osavano fare queste cose, non tanto perché disprezzavano i nemici, ma perché rivaleggiavano tra di loro (lett: rivaleggianti gli uni con gli altri), gli Spartani certamente, poiché invidiavano la città della battaglia di Maratona, e cercavano di eguagliare essi, poiché avevano temuto che per (due) volte di seguito la nostra città sarebbe diventata causa di salvezza per i Greci. I nostri (certamente) giacché volevano mantenere la gloria presente e rendere evidente a tutti che anche la prima volta avevano vinto grazie al valore e non a causa della sorte e quindi (volevano) indurre i Greci a combattere la battaglia navale, per dimostrare a loro (dimostrando loro) come nelle battaglie per mare, come in quelle per terra, il valore è superiore al numero.

TRADUZIONE n. 2

Fu contro un essere così superbo che aveva compiuto così incredibili opere ed era signore di tanti uomini che esi andarono dividendosi il pericolo: gli spartani alle termopili contro l'esercito di terra scelti mille di loro e presi con se pochi alleati, per fermare il nemico agli stretti; in ostri padri all'artemisio con sessanta triremi contro l'intera flotta nemica. Osarono tanto non perché sottovalutavano i nemici ma anche perché erano in competizione fra loro. Gli spartani dal canto loro ci invidiavano la vittoria di maratona cercavano di imitarci e temevano che la nostra città salvasse i greci per la seconda volta di seguito. I nostri avi d'altra parte volevano soprattutto preservare la loro gloria e far vedere a tutti che anche prima avevano vinto grazie al loro valore e non alla fortuna e volevano inoltre indurre i greci a una battaglia navale decisiva mostrando loro che per mare e per terra il valore trionfa sul numero.