Ουτος τοινυν, ο ανδρες Αθηναιοι ο τηλικουτος το μεγεθος κολαξ, πρωτος δια των κατασκοπων των παρα Χαριδημου πεθομενος την Φιλιππου τελευτην...

Questa dunque, o uomini Ateniesi, è la grandezza di un così grande adulatore, essendo stato avvisato (πυνθάνομαι) per primo dalle spie presso Caridemo della morte di filippo, fingendo di avere avuto un sogno divino, come se la notizia gli fosse stata mandata non da Caridemo ma da Giove e da Minerva, che egli bestemmia con la luce del giorno, che conversano, a suo dire, con lui la notte e gli rivelano le cose future. Erano setti giorni che gli era morta la figlia e non che piangerla e fare quel che vuole il costume, usciva inghirlandato e vestito di bianco, sacrificava un bue e violava la legge. Sventurato! Tu avevi perduta l'unica e sola figlia, che ti chiamasse con il nome di padre. E non insulto la tua disavventura; studio l'indole tua! Chi odia la prole ed è un padre perverso, non governerà bene lo stato; chi non ama le persone più care e i parenti più stretti, ha per niente (in conto) gli altri; chi disprezza le cose private, non può apprezzare le cose pubbliche; chi a casa è malvagio non sarà in Macedonia integro e ambasciatore: infatti non si cambiano i luoghi ma i costumi.