Dionigi il Giovane viene cacciato in esilio
Libro: Gymnasion vol. 2 pag. 77 n° 118

INIZIO: Διονύσιος, δεκα ενιαυτους αρξας των Συρακουσιων
FINE: εκει δε ευ απορια διεζη το λοιπον του βιου

Traduzione n. 1

Dionigi, avendo governato sui Siracusani per 10 anni, essendo stato vinto da Dione, fu spogliato dalla tirannide e fu bandito dalla Sicilia, giungendo dopo altri 10 anni s'impadronì di nuovo della città. Dei cittadini quelli che rimanevano in città non erano giammai sottoposti al tiranno e alla clemenza che c'era prima, a quello che era stato reso feroce allora nell'animo dalle disgrazie, essendo stati mandati in esilio i migliori e i più famosi, vedendo che la città era danneggiata e che la libertà era violata se ne andarono da Siracusa e si affidarono a Icete (?) che dominava sui Leontini. Ed egli fingendo di affrettarsi per abbattere la tirannide di Dionigi e per rendere liberi i siracusani avendo costituito un memorabile potere combattè contro il tiranno. Non molto tempo dopo, Dionigi essendosene andato segretamente dalla città, con pochi soldi, fu allontanato a Corinto, e lì trascorse in povertà la restante parte della vita.

Traduzione n. 2

Dionisio, essendo capo per dieci anni dei siracusani, essendo stato sconfitto da Dione, fu privato del potere e fu esiliato dalla Sicilia, ritornando dopo altri dieci anni, regnò di nuovo sulla città. Coloro fra i cittadini che rimanevano nella città giammai si assoggettavano al tiranno cbe diventò per la prima volta indulgente, in quel tempo l'animo essendo diventato selvaggio per le disgrazie, i nobili e i notabili che erano stati esiliati, vedendo la loro città che era stata danneggiata e che era stata uccisa la libertà, partivano da Siracusa e si rivolsero a Iceta che era signore dei Leontini. E quello fingendo di volere che il potere di Dionigi fosse rovesciato, il tiranno fosse ucciso, solo se Siracusa fosse stata liberata, avendo preparato una forza notevole, condusse una spedizione militare contro il tiranno. Non molto tempo dopo Dionigi essendo andato via di nascosto dalla città, avendo trasportato poche ricchezze a Corinto, trascorse laggiù il resto della vita in difficoltà.