Il sonno e la morte versione di greco dal libro alfa beta grammata
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Παροιμία δ' έστι τόν θάνατον και τόν ὒπνον εἶναι άδελφώ. "Ωσπερ γαρ ό ὒπνος παυει τάς τοῦ βίοῦ λύπας και οι άνθρωποι καθεύδοντες τῶν μερίμνῶν και τῶν επιμελειῶν έπιλανθάνονται, οΰτω και θάματος τούς τῶν ανθρώπων πόνους και τάς λύπας παύει, και οΐ τεθνηκότες οΰτε επιθυμίας οΰτε πεϊναν οΰτε δίψαν οΰτε όδύνας ἒχουσιν. Οι οὗν σοφοί και δίκαιοι άνθρωποι τόν θάνατον ού δειμαίνουσιν.
C’è una massima che la morte ed il sonno sono fratelli. Infatti come il sonno mette fine alle pene della vita e gli uomini dormendo si dimenticano degli affanni e delle occupazioni, così anche la morte mette fine alle pene e ai dolori degli uomini, e i morti non hanno desideri né fame né sete né afflizioni. Gli uomini saggi e giusti dunque non temono la morte. .
DA ALTRO LIBRO
La morte pone fine alla vita degli uomini, ma anche le sofferenze e le gioie della vita hanno fine con la morte. Dicono dunque giustamente che la morte è la ricompensa degli affanni. C’è una massima che la morte ed il sonno sono fratelli. Infatti come il sonno mette fine alle pene della vita e gli uomini dormendo si dimenticano degli affanni e delle occupazioni, così anche la morte mette fine alle pene e ai dolori degli uomini, e i morti non hanno desideri né fame né sete né afflizioni. Gli uomini saggi e giusti dunque non temono la morte. Presso gli antichi era opinione che il dio Ermes conduceva le anime dei morti all’Ade.