Τα μηχανηματα του θεατρου ταδε· εκκυκλημα, βροτειον αιωρημα (η γερανος). Εκκυκλημα εκαλουν σκευος τι, ου στρεφομενου εδοκει ... την Ελενην μετα Μενελαου φευγουσαν εξ Αιγυπτου
Le macchine del teatro sono queste: il carrello a ruote, la macchina per produrre tuoni, la catena (o gru). Chiamavano carrello a ruote un congegno, trascinato il quale sembrava che le cose interne fossero visibili a quelli di fuori; era una macchina di legno con ruote, che, trascinata in giro mostrava anche agli spettatori fuori le cose dentro la scena come se fossero compiute in una casa. Sul carrello a ruote appare nei drammi di Sofocle Aiace in preda a pazzia. Aiace viene rappresentato armato di spada, insanguinato, seduto in mezzo al bestiame. Porta infatti lo spettatore allo stupore e rende le cose alla vista più commoventi. Dopo l’uccisione di Egisto e Clitennestra, nelle Coefore di Eschilo, viene aperta la scena e sul carrello si vedono i corpi dei membri della famiglia reale. Quello che è chiamato «produttore di tuoni» è un congegno, sotto la scena, che era un vaso a due manici con ciottoli di mare o un’urna di rame, nella quale venivano messi i sassolini per il voto; e una volta messi a rotolare producevano un suono simile ad un tuono. Per mezzo della macchina che è chiamata catena o gru venivano fatti abbassare gli dei o quelli che si aggirano nell’aria. Abbiamo spesso nei drammi dei poeti dei che appaiono grazie ad una macchina; e le preparazioni nei drammi sono disposte per l’utilità; come Euripide che introdusse i Dioscuri ad impedire che il Faraone inseguisse Elena che fuggiva con Menelao dall’Egitto.
Note del traduttore