Επει πλησιον εγενοντο, οι μεν Ινδοι προταξαντες τους ελεφαντας επηγον την φαλαγγα, ο δε Διονυσος σο μεσον μεν αυτος ειχε, του κερως δε του δεξιου μεν Σιληνος του ευωνυμου δε ο Παν ηγουντο· λογαχοι δε και ταξιαρχοι οι Σατυροι ησαν· και το μεν σνθημα ην απασι το ευοι. Ευθυς δε τα τυμπανα επαταγειτο και τα κκυμβαλα το πολεμικον εσημαινε και των Σατυρων τις λαβων το κερας επηυλει το ορθιον και ο του Σιληνου ονος. ...

Quando giungevano nelle vicinanze, mentre gli Indiani avendo schierato davanti gli elefanti guidavano la falange, Dioniso stesso invece manteneva il centro, Sileno conduceva l’ala destra, Pan l’ala sinistra; i Satiri erano locaghi e tassiarchi; la raccolta per tutti era l’evoe. Subito faceva risuonare i timpani e i cembali e uno dei Satiri dava il segnale della battaglia e prendendo l’ala accompagnava con l’aulo schierata in colonna e l’asino di Sileno ragliò qualcosa bellicosa e le Baccanti con un grido acuto si lanciarono ad essi cinte di serpenti con alti tirsi e avendo denudato l’arma. Gli Indiani e anche i loro elefanti subito ripiegando fuggirono disordinatamente restando di essere alla portata dei dardi e alla fine caddero in potere dei nemici e portavano via con sé prigionieri, apprendendo in pratica che dalla prima notizia non bisognava darsi pensiero di eserciti stranieri.