Uccisione di un tiranno VERSIONE DI GRECO di e traduzione libro Hellenikon Phronema

Και ως επηλθεν η εορτη, Ιππιας μεν εξω εν τω Κεραμεικω καλουμενω μετα των δορυφορων διεκοσμει ως εκαστα εχρην της πομπης προιεναι, ο δε Αρμοδιος και ο Αριστογειτων εχοντες ηδη τα εγχειριδια ες το εργον προησαν. Και ως ειδον τινα των ξυνωμοτων σφισι διαλεγομενον οικειως τω Ιππια (ην δε πασιν ευπροσοδος ο Ιππιας), εδεισαν και ενομισαν μεμηνυσθαι τε και οσον ουκ ηδη υλληφθησεσθαι. Τον λυπησαντα ουν σφας και δι ονπερ παντα εκινδυνευον εβουλοντο προτερον, ει δυναιντο, προτιμωρησασθαι, και ωσπερ ειχον ωρμησαν εσω των πυλων, και περιετυχον τω Ιππαρχω παρα το Λεωκορειον καλουμενον, και ευθυς απερισκεπτως προσπεσοντες και ως αν μαλιστα δι οργης ο μεν ερωτικης, ο δε υβρισμενος, ετυπτον και αποκτεινουσιν αυτον.

Traduzione n. 1

Come giunse il giorno della festa Ippia accompagnato dalle sue guardie disponeva fuori della città nel cosidetto Ceramico il modo con il quale doveva procedere ciascuna cosa destinata per la festa ed Armodio e Aristogitone portando pungnali avanzavano per fare l'impresa (il colpo). Ma vedendo uno dei loro congiurati parlare familiarmente con Ippia che con tutti era di affabile (si) impaurirono e pensarono di essere scoperti e immediatamente arrestati. E determinarono però, prima di esserlo davvero, se fosse possibile vendicarsi di Ipparco che li aveva offesi per cui arrischiavano tutto. Poi senza più indugio, corsi dentro la porta si imbatterono in Ipparco presso il cosidetto Leocorio e e gettata ogni esitazione l'assalirono subito, e spinti entrambi dal più grande furore, l'uno per gelosia, l'altroi per l'oltraggio lo ferirono e lo uccisero

Traduzione n. 2

Come sopraggiunse la festa, Ippia, fuori nel luogo cosiddetto Ceramico, con le guardie armate ordinava che era necessario che ciascuno per conto proprio della scorta procedesse avanti, Armodio e Aristogitone impugnando gia i pugnali invece procedettero gia all'azione/impresa. E come videro qualcuno dei congiurati con loro, che discuteva affabilmente con Ippia (Ippia era affabile a ognuno) ebbero il timore e ritennero fossero in pericolo e anche quasi immediatamente sarebbero stati catturati. Essendo loro stati agitati (tormentati) da cio e a causa del quale correvano tutto un pericolo, volevano prima, se fossero stati in grado, che fosse punito, e come ne ebbero la possibilità si precipitarono dentro alle porte e si imbatterono in Ipparco che Leocorio (chiamava a se) contro quello, e subito sconsideratamente essendosi gettati e soprattutto a causa del sentimento di affetto/amicizia, quello che comportandosi in modo violento, lo colpivano e uccidevano.