PERCHè NICOMACO HA RIFIUTATO LA PROPOSTA DI INTERROGARE SOTTO TORTURA I MIEI SERVI?
TRADUZIONE dal libro Agon - pag. 294 n. 212

TRADUZIONE

Inoltre, o bulè, traete le vostre considerazioni dalle altre cose. Infatti, mi recai da lui con i testimoni, dicendo che lavoravano ancora tutti presso di me i servitori che avevo contattato dopo che presi il terreno, e sono pronto, qualora egli lo desideri, a permettere che vengano interrogati sotto tortura, ritenendo così che la prova sarebbe più forte delle parole di questo e delle mie azioni. Questo, però, non voleva, dicendo che niente fosse credibile ai servi. Mi sembra incredibile, se coloro che sono interrogati sotto tortura accusino se stessi, sapendo che moriranno, invece dei padroni, verso cui sono portati per natura ad essere davvero ostili, che sceglierebbero più di sopportare di essere torturati piuttosto che di liberarsi dagli accusatori in vista (presentandosi) le torture. E quindi, o bulè, ritengo che sia chiaro a tutti che, se non avessi consegnato gli uomini, avendomelo chiesto Nicomaco, sarei potuto sembrare complice di me stesso: dopo che, dunque, avendoglieli io consegnati, questo non voleva riceverli, è giusto anche avere la stessa opinione su questo, specialmente non essendoci per entrambi lo stesso pericolo giudiziario.