Cum rege Eumene, Romanis amicissimo, Hannibal navali proelio pugnaturus erat. Sed maior navium copia regi erat: igitur callidus dux intellexit, cum armis inferior esset, sibi dolo decertandum esse quam ob rem, ad regem vincendum hoc artificium excogitavit. Militibus imperavit ut quam plurimas venenatas serpentes vivas reperirent. Cum magna earum multitudo collecta esset, in vasa fictilia posita est. Classariis convocatis, iisdem praecipit ut omnes in unam regis navem concurrerent. Tali cohortatione facta, classe ob utrimque in proelium deducta, universi Eumenis navem oppugnaverunt, sic ut rex facultatem unam salutem petendi invenerit, intra sua praesidia se recipiendo. Cum reliquae regis naves acrius adversarios pressurae essent, repente in eas vasa serpentibus repleta coniecta: nautis illae mox ad castra nautica ducendae fuerunt. Sic Hannibal, callidissimo consilio, contra superiores vires superior discessit.
Annibale stava per combattere in una battaglia navale con il re Eumene, molto amico dei Romani. Ma la quantità di navi era maggiore per il re: dunque l'abile re capì, essendo inferiore per le armi, che lui doveva combattere con astuzia, per questa cosa, escogitò questo raggiro per vincere il re. Ordinò ai soldati di procurarsi il maggior numero di serpenti velenosi vivi. Essendo stata raccolta una grande moltitudine di quelli, fu posta in un vaso di terracotta. Chiamati i marinai, ordinò agli stessi di rifugiarsi tutti in una nave del re. Fatta tale esortazione, essendo stata condotta la flotta in tutte le direzioni nella battaglia, tutti insieme attaccarono la nave di Eumene, così che il re ottenne la sola occasione di chiedere la salvezza ritirandosi nelle sue fortezze. Essendo le altre navi del re sul punto di attaccare in maniera violenta gli avversari, contro quelle (navi) furono gettati dei vasi colmi di serpenti: i marinai dovettero subito condurre quelle velocemente verso il porto. Così Annibale, con una decisione astuta, riuscì vincitore contro forze superiori.