Diogenes philosophus olim a cive quodam interrogatus num ad ludos Olympicos spectandos se contulisset, se adfuisse respondit atque multos spectatores, sed paucos homines, vidisse. "Athletae enim - inquit - veri homines esse mihi non videntur. Nam in luctando et currendo non ingenii viribus, sed corporis, utuntur et feras potius quam homines imitari videntur". Alteri civi, iocandi cupido, facete respondisse dicitur. Qui, cum interrogavisset quae hora prandendi optima ei videretur: "Si tibi videris dives esse - inquit - quotiens cupis; si pauper, quotiens habes". Idem, cum ad urbem Myndam pervenisset, cuius cives suas divitias ostentandi cupidissimi erant, magnificas atque ingentes portas et urbem exiguam contemplatus, subridens dixit: "Quid? Vobis portae claudendae sunt, ne urbs egrediatur".

Una volta il filosofo Diogene, interrogato da un cittadino se talvolta si fosse recato a vedere i Giochi Olimpici, rispose che c'era stato e che aveva visto molti spettatori ma pochi uomini. "Gli atleti infatti – disse – non mi sembra che siano uomini veri. Infatti nel combattere e nel correre usano non le forze dell'intelletto, ma del corpo e sembrano rappresentare le bestie piuttosto che gli uomini." Si dice che avesse risposto spiritosamente (facete) ad un altro cittadino, desideroso di scherzare. Qualcuno, avendogli chiesto quale ora di fare colazione gli sembrava ideale: "Se ti sembra che sei ricco – disse – quando lo desideri, se povero quando ti trovi". Egli stesso, quando giunse a Mindo della quale i cittadini erano molto desiderosi di ostentare le proprie ricchezze, avendo visto grandi e magnifiche porte e una città piccola, sorridendo disse: Perchè/Che cosa? Bisogna che voi chiudiate le porte, (lett le porte sono per voi da chiudere) perché la città non esca."
(By Vogue)