Ferunt Servium Tullium ex serva Tarquiniensi natum esse, quae eum conceperat ex quodam regis cliente. Cum is, educatus in numero famulorum, ad epulas Tarquinii regis adsisteret, regem non latuit scintilla ingenii, quae iam tum elucebat in puero; sic erat sollers in omni vel officio vel sermone. Itaque Tarquinius, qui tum haberet liberos, sic Servium diligebat, ut is eius filius vulgo existimaretur, atque eum summo studio omnibus artibus, quas ipse didicerat, erudiit. Deinde Tarquinius insidiis Anci filiorum interiit; sed, cum ille ex vulnere aeger fuisse et vivere falso diceretur, Servius regio ornatu ius dixit obaeratosque pecunia sua liberavit multaque comitate usus est, adfirmans se ius dicere iussu Tarquinii. Itaque non commisit se patribus, sed, Tarquinio sepulto, populum de se consuluit iussusque est regnare.
Tramandano che Servio Tullio nacque da una serva di Tarquinia, che lo aveva concepito da un certo cliente del re. Lui, educato nel gruppo degli schiavi, accedendo al banchetto del re Tarquinio, non sfuggì al re la scintilla dell'ingegno, che già allora brillava nel fanciullo; era così abile in ogni cosa sia nel dovere che nel parlare. Pertanto Tarquinio, anche se allora aveva figli, amò Servio a tal punto che egli lo considerava comunemente suo figlio, e lo istruì al sommo studio di tutte le arti, che egli stesso aveva acquisito. Poi Tarquinio morì per un'insidia dei figli di Anco; ma, poiché si diceva falsamente che quello era malato a causa di una ferita e che avrebbe vissuto, Servio esplicitò il diritto dell'ornamento regale e liberò i debitori con il proprio denaro e utilizzò molta affabilità, affermando di esplicitare il diritto per ordine di Tarquinio. E così non si affidò ai senatori, ma, sepolto Tarquinio, consultò il popolo in merito a lui stesso ed gli fu ordinato di regnare.
(By Maria D. )
Versione tratta da Cicerone