Dum perdix in loco eminentiore sederet, advenit vulpes et dixit ei: "Quanm formosa est faciec tua! Crura tua, rostrum, os tuum sicut corallum. Nam si dormires, pulchrior esses". Credens ei perdix clausit oculus; atque eam ilico vulpes rapuit. At perdix fletu locuta est: "Per artium tuarum virtutes, te quaeso, ut antea nomen meum dicas, et sic me devorabis". At ubi vulpes perdicem voluit nominare, aperuit os et evasit perdix. Dolens vulpes ait: "Heu me, quid opus fuerat loqui?". Respondit perdix: "Heu me!, dormire quid necesse erat, cui somnus non venerat?".

Conseguenze della vanità versione di latino e traduzione

Mentre una pernice stava appollaiata su un luogo piuttosto alto, arrivò una volpe e le disse: "Quanto è bello il tuo aspetto! Le tue zampe, il becco, la tua bocca (sono) come il corallo. Certo, se dormissi, saresti più carina". La pernice credendole, chiuse gli occhi, e subito la volpe la afferrò. Ma la pernice disse fra le lacrime: "In nome delle virtù delle tue astuzie, ti supplico di dire prima il mio nome e poi mi mangerai". Ma quando la volpe volle nominare la pernice, aprì la bocca ed essa fuggì via. La volpe, addolorata, disse: "Aimè, che bisogno c’era di parlare?". La pernice rispose: "Aimè, che bisogno c’era di dormire, per una a cui non era arrivato il sonno?".