Olim iuvenis Phaeton, Phoebi Apollinis filius, a patre petivit ut flectere posset solus Solis igneum currum. Pater invitus probavit, quia filius imperitior erat. Cum Phaeton propius ad terram patris curru appropinquavit, florida culta acerrimo aestu urere inceperunt. Tum Iuppiter fulmine incautum iuvenem percussit et Phoebus Apollo currum deicit in uberrimam planitiem apud Eridani ostium: ibi frigidissimis undis incendium exstinctum est. Tunc Phaetontis sorores, ubi fratrem exanimem viderunt, copiosissimas lacrimas effuderunt et in argenteas populos mutatae sunt. Etiam nunc fluminis ripas plurimae populi ornant, iucundissimas umbras viatoribus praebent et miserrimi iuvenis sororum maximae pietatis memoriam tradunt.
Un giorno il giovane Fetone, Figlio di Febo Apollo, chiese al padre di poter guidare da solo il carro infuocato del Sole. Il padre approvò malvolentieri, perché il figlio era molto inesperto. Quando Fetonte si avvicinò troppo alla terra con il carro del padre, le terre fiorite iniziarono a bruciare per il violentissimo calore. Allora Giove con un fulmine colpì l'incauto giovane e gettò il carro di Febo Apollo sulla rigogliosissima pianura presso la foce dell'Eridano: in quel luogo l'incendio fu estinto dalle freschissime onde. Allora le sorelle di Fetonte, quando videro il fratello morto, versarono numerosissime lacrime e furono trasformate in argentei pioppi. Anche ora i pioppi adornano le rive del fiume, offrono ombre assai piacevoli ai viandanti e tramandano il ricordo del povero giovane e della grandissima devozione delle sue sorelle.