Caesar, certior factus ab Titurio de Belgarum decursionibus, omnem equitatum et levis armaturae Numidas, funditores sagittariosque pontem traducit atque ad eos contendit. Acriter in eo loco pugnatum est. Hostes impeditos nostri in flumine adgressi magnum eorum numerum occiderunt; per eorum corporareliquos audacissime transire conantes multitudine telorum reppulerunt primosque, qui transierant, equitatu circumventos, interfecerunt. Hostes, ubi et de expugnando oppido et de flumine transeundo spem se fefellisse intellexerunt atque ipsos res frumentaria deficere coepit, concilio convocato, constituerunt optimum esse domum suam quemque reverti, et quorum in fines Romani exercitum introduxissent, ad eos defendendos undĭque convenire. Ad eam sententiam cum reliquis causis haec quoque ratio eos deduxit, quod Diviciacum atque Haeduos finibus Bellovacorum adpropinquare cognoverant. Ea re constituta, secunda vigilia magno cum strepitu ac tumultu castris egressi nullo certo ordine neque imperio, cum sibi quisque primum itineris locum peteret et domum pervenire properaret, fecerunt ut profectio videretur consimilis fugae.

Cesare informato da Titurio in merito alle incursioni dei Belgi, fece passare al di là del ponte tutta la cavalleria e i Numidi di armatura leggera, i frombolieri e gli arcieri e si diresse verso di loro. Si combattè accanitamente in quel luogo. I nostri aggredendo i nemici impediti sul fiume ne uccisero un gran numero; respinsero con una moltitudine di dardi i rimanenti che tentavano di passare molto audacemente in mezzo ai corpi di costoro e uccisero i primi, che erano passati, circondati dalla cavalleria. I nemici, non appena compresero che avevano perso la speranza relativamente ad espugnare la città e ad attraversare il fiume e la risorsa di grano iniziò a mancare a questi stessi, convocata l'assemblea, decisero che la cosa migliore era che ognuno facesse ritorno alla propria casa, e che sarebbero giunti insieme da ogni parte per difendere quelli nei cui confini i romani avessero introdotto l'esercito. A questo giudizio li indusse anche questa motivazione con le rimanenti ragioni, il fatto che avevano saputo che Diviziaco e gli Edui si avvicinavano ai confini dei Bellovaci. Presa tale decisione, alla seconda vigilia con un grande strepito e tumulto uscendo dall'accampamento senza alcun ordine e comando certo, ciascuno da sé dirigendosi verso la testa della colonna, e affrettandosi a tornare in patria, fecero in modo che la partenza sembrasse simile ad una fuga.
(By Maria D. )

Versione tratta da Cesare, De bello Gallico