Hedera, nitidorum foliorum piena, paulatim ab herba usque ad vigulta est ad silvae arbusta crescebat. Repente ulmum, proceram et excelsam, conspicit, et magno gaudio ob truncum, densam comam, canoris aviculis perfugium capitur. Sic in animo volutat; "Cupio ad miram ullum appropinquare et brachiis meis ulmum cingere". Igitur circa truncum follis suis circumdatum gradatim crescit. Frustra ulmus, trepida ob infestam hederam, rogat clamatque. "Discende a trunco meo! Nam suffocatura sum et solitudinem meam vehementer amo. Igitur pia es!" Tamen autumno hedera fulva rubraque, totam ulmum follis suis tegit et ei animam sic intercludit; mira ulmus e vita excedit. Idem saepe viris et feminis ob nimium amorem evenit.

Un’edera, (che) è gradatamente dall'erba fino ai virgulti, piena di nitide foglie, cresceva presso i luoghi piantati ad alberi. Improvvisamente osservò un olmo, alto ed elevato, appunto per il tronco, (per) la folta chioma veniva preso con grande gioia come rifugio dagli uccellini canterini. così meditava nell'animo; "desidererei avvicinarmi al meraviglioso olmo e cingere l'olmo con le mie braccia". Dunque si arrampicava a poco a poco lungo il tronco circondato dalle sue foglie. Inutilmente l'olmo, agitato per l'edera fastidiosa, pregava e gridava. "scendi dal mio tronco! Infatti sto per soffocare ed amo ardentemente la mia solitudine. Allora sei pia!" Tuttavia in autunno l'edera fulva e rossa, coprì tutto l'olmo con le sue foglie e così lo soffocò (gli soffocò lo spirito); il meraviglioso olmo morì. lo stesso accade agli uomini e alle donne per il troppo amore. (by Maria D.)