Equus sedabat sitim quo solitus erat ire. Sed, quoniam aper, in aqud volutans, vadum turbabat, iurgium exardescit inter equum et aprum. Tum equus viri auxilium contra aprum petit: socium in dorso ponit et ad adversarium remeat. Vir telis aprum interficit et sic equo dicit: «Laetus sum, quia auxilum tibi portavi: praedam necavi et nunc scio quam sis utilis». Itaque equum cogit frenos pati. Tum equus cogitait «Vindictam parvae iniuriae quaerebam et nunc viri servus sum!». Fabula admonet eos qui ira flagrant et inconsiderate consilia capiunt. (da Fedro)

Un cavallo placava la sete dov'era solito andare. Ma, dato che un cinghiale, rotolandosi nell'acqua, agitava il guado, si accese una lite tra il cavallo ed il cinghiale. Allora il cavallo chiese l'aiuto dell'uomo contro il cinghiale: pose l'alleato sul dorso e ritornò dall'avversario. L'uomo uccise il cinghiale con le frecce e disse così al cavallo: "sono felice, perché ti ho recato aiuto: ho ucciso la preda ed ora so quanto tu sia utile. " E così costrinse il cavallo a sopportare le briglie. Allora il cavallo pensò e disse "cercavo una vendetta per una piccola offesa ed ora sono schiavo dell'uomo". La favola ammonisce coloro che si adirano e prendono decisioni in modo sconsiderato. (by Maria D.)