"O Galatea, venustissima nympharum omnium sine dubio es, candidior folio nivei ligustri, floridior pratis, procerior alno, splendidior vitro, lascivior tenero haedo, gratior solibus hibernis, iucundior aestiva umbra, mobilior damma, conspectior alta platano, lucidior glacie, dulcior maturā uvā, cycni plumis mollior et, si non fugis, formosior riguo horto. Veruntamen, Galatea, quoniam amori meo amore non respondes, saevior indomitis iuvencis appares, durior annosa quercu, fallacior undis, immobilior scopulis, violentior amne, superbior pavone, acrior igni, asperior tribulis, truculentior ursa, surdior aequoribus, immitior hydro ac non tantum cervo, verum etiam ventis fugacior: at, si sensus meos bene cognověris iam non fugies, urbanitatem meam non fastidies, immo me retinere temptabis".
"O Galatea, sei senza dubbio la più graziosa di tutte le ninfe, più pura del foglio del candido ligustro, più florida dei prati, più slanciata dell'ontano, più splendida del cristallo, più lasciva del tenero capretto, più graziosa dei soli invernali, più piacevole dell'ombra estiva, più agile del capriolo, più visibile dell'alto platano, più lucente del ghiaccio, più dolce dell'uva matura, più morbida delle piume del cigno e, se non fuggi, più formosa dell'orto irrigato. Ma tuttavia, Galatea, dato che non ricambi il mio amore (non rispondi con l'amore al mio amore), appari più crudele delle indomite giovenche, più dura dell'annosa quercia, più fallace delle onde, più immobile degli scogli, più violenta del fiume, più superba del pavone, più aspra del fuoco, più dura delle trebbie, più truce dell'orsa, più sordida delle superfici marine, più dura dell'idro e non soltanto del cervo, ma anche più fugace dei venti: ma, se avrai conosciuto bene i miei sentimenti non fuggirai più, non disdegnerai la mia urbanità, anzi tenterai di trattenermi".
(By Maria D. )