Olim Phaethon ita Phoebum patrem rogavit: «Solis currum mihi, pater, permitte ». At frustra Phoebus multis precationibus adulescentem de sententia deducere temptavit Phaethon licentiam denique obtinuit et currum per aerem ducere properavit. Sed, viae ignarus atque animosorum Solis equorum imperitus, nunc alte currum agebat, qua re terra frigoris vi rigebat, nunc demisse descendebat et quasi ad terras accedebat: itaque amnes et fontes quasi arescebant et altae silvae ardebant. Iratus demum Iuppiter suo terribili fulmine audacem adulescentem percussit. Haec fabula fìlios obstinatos severe admonet.
Un giorno Fetonte così pregò il padre Apollo: "Consegnami, padre, il carro del sole". Apollo cercò di distogliere invano il giovane dal (suo) desiderio con molte preghiere ma invano (at frustra). Fetonte alla fine ottenne il permesso e si affrettò a condurre il carro attraverso l'aria. Ma ignaro del percorso e inesperto degli animosi cavalli del Sole, ora guidava il carro in alto, per la qual cosa la terra gelava per la potenza del freddo, ora scendeva in basso e quasi arrivava alla terra: e così i fiumi e le fonti si asciugavano quasi e le alte foreste bruciavano. Infine Giove adirato con un suo spaventoso fulmine colpì il giovane impudente. Questa favola ammonisce severamente i figli ostinati.