Asinus placidus in prato pascebat, improviso lupus e silva erupit. Tunt asinus callidus dolum excogitavit: se claudum simulava et lacrimas effondere incepit. Lupus curiosus ad eum appropinquavit et causam mali quaesivit. Tum asinus magna cum tristitia ei respondit: «Heri in rubeto spina in ungulam meam penetravit et hodie ob hanc causam valde doleo: ex ungula mea igitur eam extrahe, lupe, et ego postea libenter vitam amittam». Lupus stultus et famelicus asini subdolis verbis credidit et magno gaudio pactum accepit. Itaque belua in asini ungula spinam quaerit et interea iam cibum certum praegustat; asinus autem magnis calcibu ei maxillam frangit, eum semimortuum in prato relinquit et secure pascere pergit.
Un asino pascolava tranquillo in un prato; all'improvviso un lupo comparve dal bosco. Allora l'astuto asino escogitò un tranello: si finse zoppo e cominciò a versare lacrime. Il lupo gli si avvicinò curioso e chiese la causa della disgrazia. Allora l'asino gli rispose con grande tristezza: "Ieri in un roveto una spina si è insinuata nel mio zoccolo e oggi soffro molto per questo motivo: ebbene estraila dal mio zoccolo, o lupo, e io poi morirò volentieri". Lo sciocco e affamato lupo credette alle subdole parole dell'asino e accettò il patto con grande gioia. Perciò la belva cerca la spina nello zoccolo dell'asino e nel frattempo pregusta già il cibo sicuro; ma l'asino con forti calci gli rompe la mascella, lo lascia mezzo morto nel prato e continua a pascolare tranquillamente.