Iam de artificiis et quaestibus, qui liberales habendi, qui sordidi sint, haec fere accepimus. Primum improbantur ii quaestus, qui in odia hominum incurrunt, ut portitorum, ut faeneratorum. Inliberales autem et sordidi quaestus mercennariorum omnium, quorum operae, non quorum artes emuntur; est enim in illis ipsa merces auctoramentum servitutis. Sordidi etiam putandi qui mercantur a mercatoribus, quod statim vendant. Nihil enim proficiant nisi admodum mentiantur; nec vero est quicquam turpius vanitate. Opifices omnes in sordida arte versantur; nec enim quicquam ingenuum habere potest officina. Minimaeque artes eae probandae quae ministrae sunt voluptatum. Mercatura autem, si tenuis est, sordida putanda est; sin magna et copiosa, multa undique apportans multisque sine vanitate impertiens, non est admodum vituperanda. Omnium autem rerum ex quibus aliquid adquiritur, nihil est agri culturā melius, nihil uberius, nihil dulcius, nihil homine, nihil liber o dignius.
Appunto sulle professioni e i guadagni, che siano da ritenersi liberali, che siano sordidi, abbiamo appreso all'incirca queste cose. Prima di tutto questi guadagni, che incorrono negli odi degli uomini, come dei gabellieri, come degli usurai, sono disapprovati. In verità sono incivili e sordidi i guadagni di tutti i mercenari, di cui vengono acquistate le opere non le arti; in quelli infatti la stessa merce è il salario della servitù. Bisogna considerare sordidi anche quelli che comprano dai mercanti, ciò che vendono subito. Infatti non riescono in nulla se non mentono molto; in verità non c'è alcuna cosa più turpe della vanità. Tutti gli operai si riversano nella sordida arte; l'officina infatti non può avere alcuna cosa connaturale. E bisogna approvare queste minime arti che sono ministre dei piaceri. Il commercio invece, se è superficiale, dev'essere ritenuto sordido; se invece è importante e abbondante, apportando molte cose da ogni parte e impartendo a molti senza vanità, non dev'essere biasimato molto. Invece di tutte le cose da cui si guadagna qualcosa, niente è più importante della coltura del campo, niente è più ricco, più dolce, niente, niente è più degno di un uomo libero.
(By Maria D. )