Anno sescentesimo duodeoctogesimo ab U. c. Macedoniam provinciam M. Licinius Lucullus accepit, consobrinus eius qui contra Mithridatem bellum gerebat. Et in Italia novum bellum subito commotum est. Septuaginta enim quattuor gladiatores, ducibus Spartaco, Crixo et Oenomao, effracto Capuae ludo, effugerunt et, per Italiam vagantes, septuaginta milibus servorum armatorum con- tractis, acre ac diutinum bellum in Romam moverunt. Nam multis ducibus et duobus simul Romanorum consulibus victis, totius Italiae regiones vastaverunt sed victi sunt in Apulia a M. Licinio Crasso proconsule; et, post multas calamitates Italiae, tertio anno huic bello finis impositus est.
Nell'anno seicentosettantottesimo dalla fondazione di Roma, M. Licinio Lucullo, il cugino di colui che combatteva la guerra contro Mitridate, ottenne la provincia di Macedonia. Ed in Italia si scatenò all'improvviso una nuova guerra. Infatti settanta gladiatori, con Spartaco, Crisso ed Enomao come comandanti, dopo aver forzato la scuola (gladiatoria) di Capua, scapparono, ed aggirandosi per l'Italia, dopo che ebbero radunato settantamila schiavi armati, provocarono un'aspra e duratura guerra contro Roma. Infatti, dopo aver sconfitto molti generali e contemporaneamente i due consoli dei Romani, saccheggiarono le regioni di tutta l'Italia, ma vennero sconfitti nella Puglia dal proconsole M. Licinio Crasso; e, dopo le molte sofferenze dell'Italia, nel terzo anno venne messa fine a questa guerra.
Versione tratta da Eutropio